Il Vicesindaco di Sulmona, Mauro Tirabassi, Dirigente sulmonese di Fratelli d’Italia, ha scelto la linea dura contro la solidarietà studentesca: nessun simbolo della Palestina sarà esposto sul palazzo comunale. Una decisione che ha innalzato un muro istituzionale contro la mobilitazione giovanile nata per protestare contro il genocidio in corso a Gaza. La protesta si è trovata sotto il Comune proprio perché neanche un rappresentante della maggioranza di centrodestra di Sulmona ha manifestato con gli studenti.
Di fronte a un’emergenza umanitaria percepita come una violazione di ogni norma basilare, il Vicesindaco di Sulmona risponde con un cavillo burocratico e la delega di una scelta etica e politica a un funzionario.
I giovani manifestanti, radunati sotto Palazzo San Francesco, hanno chiesto un gesto chiaro, ovvero che la Giunta accogliesse e mostrasse la bandiera della Palestina. Dopo varie insistenze, è sceso il Vicesindaco Tirabassi che, invitata una delegazione ad entrare, ha subito posto il veto. Ha negato categoricamente la possibilità di esporre la bandiera, tirando in ballo l’esistenza di presunti “regolamenti” che vieterebbero di affiancare l’insegna palestinese a quelle ufficiali. Ma c’è di più: per giustificare l’immobilismo, Tirabassi avrebbe detto agli studenti che avrebbe dovuto chiedere al Comandante della Polizia Locale se fosse possibile issare il vessillo.
Si tratta della perfetta illustrazione della mancata volontà politica. Della filiera meloniana che bolla la manifestazione, parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come un weekend lungo. Frase inumana. Di fronte a un’emergenza umanitaria percepita come una violazione di ogni norma basilare, l’istituzione risponde con un cavillo burocratico e la delega di una scelta etica e politica a un funzionario. La verità è che il meloniano Tirabassi si nasconde dietro un “regolamento fantasma” e una consultazione tecnica per evitare una presa di posizione chiara.
L’argomentazione regolamentare del Vicesindaco si scontra, infatti, con la realtà di molti altri enti locali italiani. Comuni importanti come Bologna, Firenze, Napoli e Palermo hanno compiuto gesti analoghi, permettendo l’esposizione della bandiera palestinese sui loro palazzi, scegliendo di non restare indifferenti al genocidio. Il Vicesindaco di Sulmona si isola così da un fronte civico che ha optato per l’empatia e i diritti umani. L’alternativa che Tirabassi ha “concesso” è apparsa come una manovra diversiva: ha proposto di far entrare una delegazione di appena dieci persone per una foto con la bandiera nel cortile di Palazzo San Francesco, lontano da sguardi e visibilità . Un contentino inaccettabile.
Gli studenti e le studentesse non hanno affatto “digerito” il rifiuto e l’alternativa, dimostrando la loro ferma volontà di dare un segnale politico visibile. Hanno risposto al Vicesindaco intonando cori di forte dissenso. La gestione della protesta da parte di Mauro Tirabassi appare, dunque, come un maldestro tentativo di neutralizzare il dissenso, anteponendo l’ortodossia di partito e un muro di burocrazia a una richiesta di umanità e partecipazione da parte dei giovani della città .

