A Sulmona, chiunque attraversi i quartieri, può constatare l’abbandono dei parchi giochi comunali. Le foto dei parchi giochi di Viale Palmiro Togliatti e Via Sallustio non lasciano spazio a interpretazioni. Tali aree sono destinate al gioco, alla socialità e allo sviluppo dei bambini e delle bambine e sono state lasciate al degrado o/e, peggio ancora, all’interdizione.
Il Comune di Sulmona intervenga subito per rendere fruibili i parchi giochi pubblici
I parchi pubblici di Viale Togliatti e Via Sallustio sono gremiti di bambini e famiglie ogni giorno. Le immagini mostrano strutture di gioco – altalene, cavallini a molla – transennate e sigillate con nastro bianco e rosso e cartelli della Polizia Locale.

Il Comune di Sulmona, e in particolare l’Assessore competente alla manutenzione, ha scelto la via più facile: invece di sostituire o riparare i giochi rotti, ha deciso di transennarli. Si conseguenza, l’area gioco è gravemente limitata nella sua fruibilità. Non basta apporre una transenna per risolvere il problema, lo stato dei luoghi irrita e frustra le famiglie che pagano le tasse.
Un parco giochi è un servizio essenziale, un luogo in cui i genitori dovrebbero potersi fidare che i propri figli stiano giocando in un ambiente sicuro. Lasciare che le strutture si deteriorino è una grave questione di responsabilità e di incolumità pubblica. Perché si è atteso che i giochi diventassero inaccessibili, anziché intervenire con una manutenzione preventiva? E perché, una volta interrotta la fruizione, i tempi di ripristino si allungano a dismisura, negando parzialmente ai bambini lo spazio per cui è stata pensata l’area?
Il degrado dei parchi è lo specchio di una priorità politica mancata. Investire nei parchi significa investire nel benessere dei cittadini più giovani e, di conseguenza, nella qualità della vita delle famiglie. È assurdo che i cittadini debbano ricorrere a segnalare disperatamente i disservizi per ottenere ciò che è un loro diritto.
Si intervenga subito. Si provveda alla sostituzione immediata dei giochi interdetti. Questa non è una città per giovani, se persino il loro diritto al gioco viene recintato e dimenticato.

