{"id":937,"date":"2023-11-23T10:02:49","date_gmt":"2023-11-23T10:02:49","guid":{"rendered":"https:\/\/marcoalberico.it\/?p=937"},"modified":"2023-11-23T10:02:49","modified_gmt":"2023-11-23T10:02:49","slug":"violenza-patriarcale-intervista-alloperatrice-daccoglienza-claudia-arifi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/2023\/11\/23\/violenza-patriarcale-intervista-alloperatrice-daccoglienza-claudia-arifi\/","title":{"rendered":"VIOLENZA PATRIARCALE: INTERVISTA ALL&#8217;OPERATRICE D&#8217;ACCOGLIENZA CLAUDIA ARIFI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Claudia Arifi<\/em> \u00e8 laureata in <strong>Sociologia e criminologia<\/strong> e sta per conseguendo la seconda laurea triennale&nbsp;in <strong>Scienze dell\u2019educazione<\/strong>. Giovanissima e, al contempo, con una lunga esperienza sulla <strong>violenza di genere<\/strong>. Arifi, ogni giorno, lavorando come <strong>operatrice di accoglienza<\/strong> di donne vittime di violenza, si scontra con il paradigma<strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#f90404\" class=\"has-inline-color\"> patriarcale<\/mark><\/strong>.<\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">STORIA PROFESSIONALE CLAUDIA ARIFI<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono Claudia Arifi e ho <em>28 anni<\/em>, sono laureata in Sociologia e criminologia presso l\u2019universit\u00e0 degli studi G. D\u2019Annunzio di Chieti, attualmente sto per conseguire la seconda laurea triennale&nbsp; in Scienze dell\u2019educazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio percorso professionale ha origine nel <em>2017<\/em>, anno in cui ho svolto il servizio civile presso il centro antiviolenza e la struttura protetta per donne e minori vittime di violenza gestite dalla Societ\u00e0 Cooperativa Sociale Horizon Service di Sulmona. Successivamente ho lavorato come educatrice a supporto dei minori con disabilit\u00e0 e in due comunit\u00e0 educative a sostegno di minori portatori di disagio sociale infantile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da circa due anni sono un\u2019operatrice d\u2019accoglienza presso una struttura protetta per donne e minori vittime di violenza gestita dalla <strong>Societ\u00e0 Cooperativa sociale Horizon Service<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura protetta <strong>accoglie<\/strong> appunto donne e minori che hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica, emotiva ed&nbsp; economica&nbsp; da parte del partner, ex partner o qualsiasi altro componente&nbsp; della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019operatrice di accoglienza si occupa insieme ad un\u2019equipe multidisciplinare, formata da sole donne, dell\u2019ascolto, sostegno e supporto alle <strong>donne vittime di violenza e dei loro figli\/e <\/strong>accompagnandole verso un percorso di uscita dalla relazione violenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso che si affronta \u00e8 incentrato in primis sulla protezione del nucleo famigliare, proprio per questo le strutture protette sono ad <strong>indirizzo segreto<\/strong>, successivamente si lavora in sinergia con la donna sulla <strong>consapevolezza <\/strong>delle violenze subite e sugli effetti che la <strong>violenza assistita<\/strong> ha sui minori, sulla riappropriazione del propri ruolo genitoriale che la maggior parte delle volte viene meno a causa dei maltrattamenti e sull\u2019acquisizione dell\u2019autonomia su tutti i fronti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">INTERVISTA DI GENERE A CLAUDIA ARIFI<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arifi, per introdurre l\u2019argomento <em>violenza sulle donne, <\/em>ahinoi sempre pi\u00f9 presente nella quotidianit\u00e0, la sanguinosa vicenda di Giulia Cecchettin potrebbe segnare una svolta definitiva per il cambiamento della cultura patriarcale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il femminicidio della giovane ragazza Giulia Cecchettin \u00e8 purtroppo l\u2019ennesimo di tanti femminicidi oramai diventati parte integrante della cultura in cui attualmente viviamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispondere a questa domanda risulta abbastanza complicato, io mi auguro che possa in qualche modo segnare una <strong><code>svolta definitiva per il cambiamento della cultura patriarcale<\/code><\/strong>, ma con molta sincerit\u00e0 e rammarico le rispondo con un grande NO, non credo che questa vicenda possa segnare il cambiamento di una cultura talmente radicata nella nostra societ\u00e0 attuale che risulta difficile da scardinare, anche davanti alla morte e mi vien da dire la 106esima morte, perch\u00e9 dal 1\u00b0 Gennaio ad oggi sono 106 le donne morte per mano di un uomo, 87 delle quali sono state uccise in ambito familiare e nella maggior parte dei casi il famigliare era un partner o Ex partner della donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oramai siamo sempre pi\u00f9 pervase da questa cultura che continuamente ci incatena in quelli che sono gli stereotipi di genere e i ruoli prestabiliti di una \u201cbrava\u201d donna. <strong>Il patriarcato \u00e8 ormai presente in tutti gli ambiti della nostra vita<\/strong>, dall\u2019ambiente famigliare, alla scuola, al lavoro e anche nelle istituzioni. L\u2019uomo viene in qualche modo visto come colui che detiene il \u201cpotere\u201d, ed \u00e8 colui che ha maggiori privilegi a discapito delle donne. L\u2019uomo all\u2019interno di un sistema famigliare ad esempio rappresenta il capofamiglia che prende decisioni e che \u00e8 il responsabile del benessere anche economico della famiglia, la donna la maggior parte delle volte viene relegata a quelle che sono le cure domestiche e dei propri figli anche se lavoratrice, perch\u00e9 alcune mansioni sono \u201ccose da donna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 da bambini ci vengono attribuite delle peculiarit\u00e0 caratteriali, delle preferenze e vengono gi\u00e0 individuate le mansioni che ad ognuno spettano,<strong> un bambino ad esempio non deve essere fragile<\/strong>, non pu\u00f2 piangere altrimenti \u00e8 una \u201cfemminuccia\u201d, il vero bambino \u201cmaschio\u201d deve essere invece forte, irruento e spavaldo, deve piacergli rigorosamente il colore blu e ovviamente deve giocare con le macchinine, mai giocare con le bambole ad esempio perch\u00e9 \u00e8 un gioco da femmina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle bambine invece viene insegnato che si pu\u00f2 essere fragili che possono piangere perch\u00e9 tanto \u00e8 una caratteristica prettamente delle donne piangere, <strong>viene insegnato che il vero \u201cmaschio\u201d le protegger\u00e0<\/strong>, perch\u00e9 si le bambine e le donne devono essere sempre protette da qualcuno e ovviamente da una figura maschile. Alle bambine deve poi piacergli il rosa e devono giocare con le bambole, la cucinetta e tutto ci\u00f2 che riguarda la cura, perch\u00e9 una brava bambina deve essere sempre ordinata, curata, composta e paziente, non \u00e8 possibile avere altre caratteristiche altrimenti vengono catalogate come dei \u201c<em>maschiacci<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco <strong>questa cultura porta poi le bambine a diventare delle donne con delle credenze e sensi di colpa troppo radicati<\/strong>, con la certezza che in qualche modo bisogna sottomettersi alla figura maschile perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 forte ed \u00e8 colui che prende decisioni alle quali la donna deve sottostare. Pertanto poi si passa e si diventa un oggetto dell\u2019uomo il quale pu\u00f2 decidere cosa puoi o non puoi indossare, se puoi uscire con le amiche, per poi finire nella trappola della violenza, non solo fisica. Imbattendosi in quelle che sono le relazioni violente fatte di possesso, sottomissione, controllo, quell\u2019amore ossessivo che ti incatena, ti priva della libert\u00e0 e che molto spesso ti spezza la vita come se l\u2019uomo avesse il diritto di decidere anche quando \u00e8 arrivato il momento di mettere fine ad una vita, quante volte abbiamo sentito la frase \u201c<em>o con me o con nessun\u2019altro<\/em>\u201d ecco questa frase \u00e8 emblematica e dovrebbe far riflettere tutti sia uomini che donne. Perch\u00e9 il problema del patriarcato non \u00e8 un problema solo dell\u2019uomo ma anche della donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In ricordo di Giulia, molte attiviste sulla violenza di genere hanno sostituito il minuto di silenzio proposto dalla politica con il minuto di rumore perch\u00e9 stufe dell\u2019omertoso non agire di tanti cittadini e cittadine. Qual \u00e8 la Sua opinione a tal riguardo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono assolutamente d\u2019accordo,<strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#f10606\" class=\"has-inline-color\"> basta con questo silenzio siamo state in silenzio oramai per troppo tempo<\/mark>. <\/strong>Il silenzio ci ha portato a questo, alla morte di 106 donne dal 1\u00b0 Gennaio 2023, noi donne dobbiamo farci sentire, scendere in piazza e fare pi\u00f9 rumore possibile per rivendicare quelli che sono i nostri diritti come donne e come esseri umani. Basta prevaricazioni vogliamo la parit\u00e0, la meritocrazia. Dobbiamo dire basta a tutta questa violenza a tutta questa<code> cultura del possesso della sottomissione e del controllo<\/code>, dobbiamo cominciare a pretendere la libert\u00e0 di scegliere cosa vogliamo e cosa non vogliamo e questo non \u00e8 possibile farlo attraverso il silenzio ma \u00e8 possibile solo attraverso il rumore forte, bisogna dire un &nbsp;\u201cBASTA\u201d definitivo a tutta questa cultura omertosa che protegge i maltrattanti e non le vittime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Entrando nel merito del tema violenza di genere, ci potrebbe illustrare cosa rientra nel novero della violenza? Soltanto la violenza fisica o anche altro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La violenza di genere \u00e8 un argomento molto complesso da affrontare in poche righe, cercher\u00f2 di essere il pi\u00f9 esaustiva possibile. Ovviamente la violenza di genere <strong>non \u00e8 solo quella fisica<\/strong> esistono purtroppo tante e troppe forme di violenza nei confronti delle donne e quella fisica \u00e8 un po\u2019 il culmine di tutte.&nbsp; Si considera <code>violenza ogni forma di ABUSO DI POTERE E DI CONTROLLO<\/code>, esiste la violenza psicologica, economica, sessuale, fisica, &nbsp;esiste la violenza assistita e perinatale di cui non si parla mai, c\u2019\u00e8 poi lo stalking.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La<strong> violenza psicologica<\/strong> \u00e8 la prima forma di violenza che tende a manifestarsi ed \u00e8 quella che poi porta allo sviluppo di tutte le altre forme di violenza sopraelencate. Questa forma di violenza &nbsp;non lascia segni sulla pelle ed \u00e8 difficile da riconoscere soprattutto da chi si trova all\u2019interno della dinamica violenta, da chi la subisce. &nbsp;Questa \u00e8 una forma di violenza molto subdola e si caratterizza da umiliazioni, offese, svalutazioni, isolamento sociale per rendere la vittima pi\u00f9 vulnerabile, limitazione della libert\u00e0, controllo delle varie scelte di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>violenza economica<\/strong> anche questa forma molto complessa da individuare e consiste nel totale controllo economico da parte del maltrattante nei confronti della vittima. &nbsp;L\u2019uomo violento porta ad isolare la donna e a sabotare il lavoro che svolge portandola ad una completa dipendenza nei suoi confronti. Le sottrae il denaro o le impedisce l\u2019accesso al denaro, in questo modo il maltrattante limita la possibilit\u00e0 alla vittima di allontanarsi dalla relazione&nbsp; perch\u00e9 totalmente dipendente in quanto non possiede le risorse economiche adeguate per poter fronteggiare in maniera autonoma le spese della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>violenza sessuale<\/strong> \u00e8 ogni forma di costrizione nel praticare attivit\u00e0 sessuali senza il consenso da parte della donna,&nbsp; le attivit\u00e0 sessuali comprendono qualsiasi forma di atto sessuale o tentativo di atto sessuale non desiderato dalla donna, anche commenti o \u201ccomplimenti\u201d insistenti non desiderati sono da considerarsi tali in quanto viene utilizzata l\u2019intimidazione, la costrizione o la forza per esercitare autorit\u00e0 costringendo la vittima a compiere o subire atti sessuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>violenza fisica<\/strong> \u00e8 la violenza pi\u00f9 visibile perch\u00e9 al contrario di quella psicologica ed economica lascia segni sulla pelle. Le aggressioni possono essere di varia natura, (calci, pugni, schiaffi, spinte\u2026.) insomma possiamo definirle come azioni finalizzate a far male e a spaventare la vittima che subisce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>violenza assistita<\/strong> e la <strong>violenza perinatale<\/strong>, sono due forme di violenza che non vengono mai prese in considerazione o comunque forme poco conosciute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con violenza assistita si fa riferimento al maltrattamento che il minore subisce, la maggior parte delle volte i figli della coppia assistono a tutte le forme di violenza perpetrate alla madre da parte del padre. il Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l&#8217;Abuso dell&#8217;Infanzia) &nbsp;definisce la violenza assistita&nbsp; come \u201c il fare esperienza da parte del\/la bambino\/a di&nbsp;<em>qualsiasi forma di maltrattamento<\/em>, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulti e minori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con violenza perinatale si fa riferimento a tutte le forme di violenza sopra elencate che la donna in stato di gravidanza e il bambino subiscono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo <strong>stalking <\/strong>\u00e8 una forma di violenza da poco riconosciuta come tale, e si manifesta la maggior parte delle volte a termine di una relazione amorosa, dove il persecutore controlla in modo ossessivo la vita della donna ad esempio pedinandola, minacciandola e anche attraverso l\u2019invio di regali quotidiani alla donna sul posto di lavoro, a casa e nei posti da lei frequentati. Questi comportamenti e azioni vengono messi in atto per generare nella vittima paura e ansia compromettendo lo svolgimento della sua vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale ruolo ricopre la famiglia nel ciclo della violenza di genere? E la famiglia di una vittima, come potrebbe aiutare la vittima stessa nel ritrovare la libert\u00e0 da un uomo possessivo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La famiglia ha un ruolo significativo nel ciclo della violenza, <code>molto spesso entrambe le famiglie di origine della coppia presentano problematiche di questo genere<\/code>, pertanto alcuni comportamenti e atteggiamenti sono appresi come \u201cnormali\u201d gi\u00e0 nella prima infanzia e quando si diventa adulti sia l\u2019uomo che la donna fanno riferimento ai modelli educativi che hanno avuto durante tutto l\u2019arco della loro crescita e formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono d\u2019accordo su quanto detto in questi giorni da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, definendo Turetta non un mostro o un malato ma \u201cfiglio sano della societ\u00e0 patriarcale\u201d, ed &nbsp;\u00e8 proprio cos\u00ec a mio avviso, &nbsp;la famiglia e la societ\u00e0 sono responsabili di questi modelli educativi tramandati da ormai troppo tempo (<a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=video+elena+cecchettin+patriarcato&amp;sca_esv=584815692&amp;sxsrf=AM9HkKlX67UiMaazLO1oJbrsHNEDQPZnoQ%3A1700732832860&amp;ei=oB9fZYmFNI7_7_UP66mE6Ao&amp;ved=0ahUKEwiJ1fDC69mCAxWO_7sIHesUAa0Q4dUDCBA&amp;uact=5&amp;oq=video+elena+cecchettin+patriarcato&amp;gs_lp=Egxnd3Mtd2l6LXNlcnAiInZpZGVvIGVsZW5hIGNlY2NoZXR0aW4gcGF0cmlhcmNhdG8yBRAhGKABMgUQIRigATIFECEYoAFIxitQ0wJYxChwAngAkAEAmAGuAaAB4QyqAQQxLjEyuAEDyAEA-AEBwgIHECEYoAEYCuIDBBgBIEGIBgE&amp;sclient=gws-wiz-serp#fpstate=ive&amp;vld=cid:8e8587e5,vid:c32YCNsntK8,st:0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">video Elena Cecchettin qu<\/a>i).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La famiglia potrebbe aiutare la vittima innanzitutto <s>non isolandola<\/s> perch\u00e9 \u00e8 proprio ci\u00f2 che un maltrattante fa, \u00e8 importante il sostegno, l\u2019ascolto senza giudizio, il supporto fino ad&nbsp; accompagnarla verso l\u2019uscita dalla relazione violenta con l\u2019aiuto di professionisti del settore, come centri antiviolenza, che possono senza alcun dubbio indirizzarla verso la strada della libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per quanto riguardo la prevenzione per non cadere nella ragnatela della violenza, quali azioni preventive andrebbe implementate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per prevenire la violenza di genere ci\u00f2 che \u00e8 importante fare \u00e8 sicuramente <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#fa0404\" class=\"has-inline-color\">combattere tutti quelli che sono i costrutti culturali presenti nella societ\u00e0 attuale<\/mark>, per fare questo \u00e8 molto importante parlare con i bambini\/e, &nbsp;ragazzi\/e e sensibilizzare su questo argomento anche gli adulti. Innanzitutto ho letto in questi giorni che vogliono introdurre nelle scuole l\u2019educazione all\u2019affettivit\u00e0,&nbsp; \u00e8 un primo punto da cui partire che ovviamente non basta per\u00f2 \u00e8 la base da cui iniziare, inoltre \u00e8 importante agire anche nei programmi televisivi, &nbsp;tramite i cartoni ad esempio, o realizzare programmi dove si affrontano discorsi sulle relazioni quelle sane, adatti per i bambini e ragazzi. \u00c8&nbsp; importante cambiare anche l\u2019immagine della donna che viene sempre riproposta nei programmi televisivi, ovvero donne \u201c<em>bella ma con pochi contenuti<\/em>\u201d, le donne non sono solo belle da mostrare come oggetti ma sono anche altro ed \u00e8 importante valorizzarle non solo per la bellezza ma anche per la professionalit\u00e0, l\u2019intelligenza e per tutte quelle caratteristiche che le donne possiedono ma che la maggior parte delle volte vengono riconosciute solo agli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 molto importante affrontare spesso questi argomenti e<s> non solo il 25 Novembre<\/s>, perch\u00e9 la violenza di genere \u00e8 un problema quotidiano e non solo di un giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arifi, le donne che attualmente stanno patendo una violenza, quali strumenti hanno per ritrovare l\u2019autodeterminazione? In Valle Peligna la donna vittima di violenza, oltre le forze dell\u2019ordine, chi potrebbe contattare per ricevere un supporto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le donne che attualmente subiscono violenza possono innanzitutto aderire ad un percorso di uscita da quella che \u00e8 la relazione violenta rivolgendosi al <code>servizio sociale del comune di provenienza<\/code> e\/o ai <code>centri antiviolenza presenti sul territorio,<\/code> che offrono supporto psicologico, legale e sociale a titolo <strong>gratuito<\/strong> e possono aiutarla anche nel reinserimento sociale e lavorativo cos\u00ec da poter permettere alla donna il raggiungimento della piena&nbsp; autonomia per supportarle ad allontanarsi dal maltrattante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste poi un numero fondamentale da poter contattare, &nbsp;il <strong>1522 (numero nazionale antiviolenza) attivo h24<\/strong>, rispondono in 11 lingue differenti e sono operatrici specializzate, mediatrici culturali, avvocate e anche esperte di disabilit\u00e0. &nbsp;Non \u00e8 un numero da chiamare solo per le emergenze, ma offrono supporto, ascolto, informazioni tutto in modalit\u00e0 gratuita, inoltre l\u2019operatrice al telefono indirizza la donna al centro antiviolenza pi\u00f9 vicino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo Lei quali azioni dovrebbero adottare i rappresentanti politici per promuovere una cultura non patriarcale e non violenta? La classe politica \u00e8 culturalmente pronta per progettare tale cambiamento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I rappresentanti politici dovrebbero promuovere una cultura a favore della parit\u00e0 dei sessi &nbsp;dove a privilegiare non \u00e8 solo l\u2019uomo ma la <strong>meritocrazia<\/strong> al di l\u00e0 del sesso biologico. \u00c8 importante parlare di quanto \u00e8 fondamentale il <strong>linguaggio di genere<\/strong> per produrre un cambiamento. Dovrebbero impegnarsi a promuovere pi\u00f9 campagne di informazione contro la violenza sulle donne e contro la cultura patriarcale, prevedere pi\u00f9 fondi economici per le donne vittime di violenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non credo per\u00f2 che la classe politica che attualmente ci rappresenta possa&nbsp; essere pronta a questo cambiamento, perch\u00e9 \u00e8 un po\u2019 lo specchio di questa societ\u00e0 cos\u00ec radicata in una cultura fortemente patriarcale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Infine, Arifi lancerebbe un appello alle donne oggi vittime di violenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle donne che subiscono violenza ad oggi direi che <strong>non sono sole<\/strong>, che devono avere la forza e il coraggio di uscire dalla relazione violenta anche se non \u00e8 facile, ci sono tante realt\u00e0 che possono aiutarle ma devono cogliere l\u2019aiuto e a non permettere al maltrattante di privarle della libert\u00e0 che ognuno di noi merita<strong>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claudia Arifi \u00e8 laureata in Sociologia e criminologia e sta per conseguendo la seconda laurea triennale&nbsp;in Scienze dell\u2019educazione. Giovanissima e, al contempo, con una lunga esperienza sulla violenza di genere. Arifi, ogni giorno, lavorando come operatrice di accoglienza di donne vittime di violenza, si scontra con il paradigma patriarcale.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":938,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tdm_status":"","tdm_grid_status":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-937","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-homepage"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=937"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/937\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}