{"id":7055,"date":"2025-10-27T12:15:02","date_gmt":"2025-10-27T12:15:02","guid":{"rendered":"https:\/\/marcoalberico.it\/?p=7055"},"modified":"2025-10-27T12:15:02","modified_gmt":"2025-10-27T12:15:02","slug":"ribaltone-del-2022-a-prezza-dalla-tutela-del-2005-alla-cava-veloce-dellamministrazione-scoccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nifty-wescoff.194-124-75-66.plesk.page\/index.php\/2025\/10\/27\/ribaltone-del-2022-a-prezza-dalla-tutela-del-2005-alla-cava-veloce-dellamministrazione-scoccia\/","title":{"rendered":"Ribaltone del 2022 a Prezza: dalla tutela del 2005 alla cava &#8220;veloce&#8221; dell&#8217;Amministrazione Scoccia"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno spettro si aggira sulla Localit\u00e0 &#8220;San Cosimo&#8221; nel Comune di Prezza: il progetto di una <strong>cava su terre gravate da uso civico<\/strong>. La storia, complessa e lunga, si arricchisce di nuovi capitoli amministrativi che sollevano perplessit\u00e0 sulle priorit\u00e0 politiche-amministrative riguardati gli interessi collettivi da parte dell&#8217;Ente Comunale, specialmente sotto la guida dell&#8217;attuale Amministrazione comunale. Gli atti della Regione Abruzzo, <em>Dipartimento Agricoltura, Servizio Foreste e Parchi, Ufficio Usi Civici e Tratturi<\/em> (Determinazione n. DPD021\/105 del 20 febbraio 2025 e Integrazione n. DPD021\/277 del 09 aprile 2025), autorizzano il Comune di Prezza a <strong>mutare temporaneamente la destinazione d&#8217;uso<\/strong> e a <strong>concedere le terre civiche<\/strong> alla <em>Ditta Mineraria Abruzzese <\/em>S.r.l.<\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il giano bifronte amministrativo: la revoca e riattivazione dell&#8217;Amministrazione Scoccia<\/h4>\n\n\n\n<p>Il cuore della criticit\u00e0 risiede nel percorso decisionale del Comune di Prezza, che ha subito una netta inversione di rotta coincisa con l&#8217;attuale Sindacatura. Inizialmente, nel 2005, pur avendo ricevuto un&#8217;autorizzazione regionale (Ordinanza Dirigenziale n. DH7\/496\/USI CIVICI del 21 maggio 2001), il Comune, con Deliberazione consiliare n. 44 del 29 dicembre 2005, decideva di <strong>non dare seguito alla procedura per la concessione <\/strong>ai fini estrattivi alla <em>Societ\u00e0 Cave Carbonato Calcio <\/em>S.r.l. Una scelta di tutela del territorio confermata da una sentenza di rigetto n. 29 del 23 gennaio 2014 del TAR Abruzzo, emessa a seguito dei ricorsi amministrativi presentati dalla Societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente vi \u00e8 stata la svolta improvvisa nel 2022 sotto la Sindaca <em>Marianna Scoccia<\/em>: con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 29 del 07 ottobre 2022, il Comune <strong>revoca<\/strong> la precedente Deliberazione n. 44 del 2005 e dispone la <strong>riattivazione del procedimento<\/strong> a favore della Ditta Mineraria Abruzzese S.r.l., nella qualit\u00e0 di incorporante la C.C.C. S.r.l. Non solo, la <strong>linea politica viene confermata e ampliata<\/strong> con la Deliberazione consiliare n. 19 del 28 novembre 2024 che ha chiesto alla Regione Abruzzo il mutamento di destinazione d&#8217;uso del terreno riportato in catasto al foglio 10, particella n. 346\/parte per la superficie di mq. 62.730 e, in aggiunta, della particella n. 249 per l&#8217;intera estensione di mq. 5.080. La Ditta Mineraria \u00e8 la beneficiaria della concessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo triplo passo amministrativo (rifiuto del 2005, revoca e riattivazione del 2022, ampliamento del 2024) evidenzia una gestione discontinua e <strong>politicamente non coerente<\/strong> di un bene di uso civico, che per sua natura dovrebbe essere tutelato nell&#8217;interesse esclusivo della collettivit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Prezza: la questione del confronto concorrenziale e la scadenza della concessione<\/h4>\n\n\n\n<p>Un altro punto dolente \u00e8 la <strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#ff0000\" class=\"has-inline-color\">mancata esecuzione di una procedura ad evidenza pubblica per la concessione<\/mark><\/strong>. L&#8217;Ufficio regionale Usi Civici aveva chiaramente evidenziato la necessit\u00e0 di un &#8220;<em>confronto concorrenziale per l&#8217;individuazione di tutti i soggetti potenzialmente interessati e per il conseguimento del massimo utile per l&#8217;universitas civium<\/em>&#8220;. Il Comune di Prezza ha sostenuto le sue ragioni per il mancato espletamento della procedura, anche in relazione all&#8217;autorizzazione CCR-VIA gi\u00e0 ottenuta.<\/p>\n\n\n\n<p>La Regione, pur autorizzando il Comune a procedere, ha scritto nero su bianche che<strong> il Comune si deve assumere ogni responsabilit\u00e0 in merito alla &#8220;<em>modalit\u00e0 con cui \u00e8 stato scelto l&#8217;operatore economico<\/em><\/strong><em> per determinare l&#8217;offerta economicamente pi\u00f9 vantaggiosa per i &#8216;cives&#8217; locali<\/em>&#8220;, demandando al Comune stesso ogni verifica e autorizzazione, eccetto quelle per la concessione della disponibilit\u00e0 delle terre civiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Passando all&#8217;Integrazione Determinazione Dirigenziale Regionale n. DPD021\/277 del 09 aprile 2025, la quale stabilisce un termine per la stipula dell&#8217;atto di concessione<strong>: il Comune ha l&#8217;obbligo di stipulare l&#8217;atto di concessione entro due anni <\/strong>a decorrere dalla data di ricevimento della determinazione. Eventuali richieste di proroga, motivate, dovranno pervenire al competente Servizio Regionale <strong>tre mesi antecedenti la scadenza prevista<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tirando le somme, l&#8217;attuale Amministrazione di Prezza ha disatteso un precedente blocco quasi ventennale e ha riattivato e ampliato un procedimento di concessione su terre civiche. Il beneficio collettivo derivante dall&#8217;attivit\u00e0, che \u00e8 l&#8217;unico parametro che giustifica il mutamento d&#8217;uso, <strong>non \u00e8 stato massimizzato<\/strong> attraverso un&#8217;asta o un confronto concorrenziale. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Comune \u00e8 obbligato a imporre al concessionario, tra gli altri punti, il pagamento di un <strong>canone annuo minimo garantito<\/strong> e, in caso di risoluzione anticipata o a fine concessione, il <strong>ripristino dello stato dei luoghi<\/strong>, risanato da un punto di vista ambientale. Deve inoltre prevedere nell&#8217;atto di concessione tutte le garanzie concernenti gli oneri di restituzione e\/o le modalit\u00e0 di ripristino dei siti, come previsto dall&#8217;art. 41 del R.D. n. 332\/1928. Il Comune deve anche <strong>reinvestire i proventi derivanti dalla concessione <\/strong>secondo l&#8217;art. 5 della L.R. n. 3\/98. <\/p>\n\n\n\n<p>Considerando che il territorio peligno \u00e8 gi\u00e0 gravemente vessato da opere ad alto impatto ambientale, si pensi alla SNAM e alla discarica Cogesa di Noce Matei, la domanda che emerge \u00e8: <strong>quanto vale la pena di rischiare un&#8217;ulteriore compromissione con un&#8217;opera come una cava<\/strong>?<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;interrogativo cruciale resta se il Comune riuscir\u00e0 a stipulare l&#8217;atto entro la scadenza dei due anni e se gli obblighi stringenti di ripristino e le garanzie ambientali saranno davvero sufficienti a salvaguardare l&#8217;interesse della comunit\u00e0 di Prezza e del suo territorio. La priorit\u00e0 e la garanzia del nostro futuro sanitario ed economico devono essere <strong>l&#8217;ambiente e la sua tutela<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno spettro si aggira sulla Localit\u00e0 &#8220;San Cosimo&#8221; nel Comune di Prezza: il progetto di una cava su terre gravate da uso civico. La storia, complessa e lunga, si arricchisce di nuovi capitoli amministrativi che sollevano perplessit\u00e0 sulle priorit\u00e0 politiche-amministrative riguardati gli interessi collettivi da parte dell&#8217;Ente Comunale, specialmente sotto la guida dell&#8217;attuale Amministrazione comunale. 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