A Sulmona e in Valle Peligna il futuro si gioca (letteralmente) nelle sale scommesse, ma non per scelta dei giovani, quanto per una visione politico-amministrativa non lungimirante. Se provate a fare il giro del territorio, troverete con facilità una slot machine pronta a mangiarsi i resti di una pensione o le speranze di un ventenne, ma provate a cercare un’aula studio degna di questo nome. Provate a cercare un luogo dove un libro pesi più di un “Gratta e Vinci”. Il risultato non è proprio roseo.
La carenza di aula studio a Sulmona non è solo una questione di libri. È una questione di salute (e soldi pubblici!) e visione sociale
Questo articolo non è un attacco contro i gestori della sale da gioco, che pagano regolarmente le imposte, ma una constatazione economico-sociale. Mentre le luci delle sale scommesse restano accese quasi ininterrottamente, i portoni della cultura sono chiusi a chiave. Il caso del Museo Ovidio a Sulmona è l’emblema di questo fallimento. Come denunciato dal Comitato Biblioteca Sulmona, ci troviamo davanti a un “contenitore” senza vita, un contenitore vuoto che non produce né cultura né socialità . È uno schiaffo in faccia alla cittadinanza: avere metri quadri pubblici inutilizzati mentre gli studenti sono costretti a studiare in condizioni precarie o, peggio, ad andarsene. Il Comitato propone di trasformare subito una parte del Museo Ovidio in un’aula studio.
Non è solo una questione di libri. È una questione di salute (e soldi pubblici!) e visione sociale. La politica che non crea luoghi di aggregazione culturale non offre alternative. Senza aule studio, si nega il diritto alla socialità sana. Senza biblioteche aperte, si toglie ai giovani uno dei presidio contro la noia e l’isolamento. Nel vuoto lasciato dalle amministrazioni comunali (aula studio) e dal Consiglio regionale (biblioteca “G. capograssi”) si inserisce anche, in modo prepotente, l’offerta del gioco d’azzardo. Ergo: attualmente a Sulmona la quasi totalità dei luoghi di aggregazione sono soggetti al consumo (esempio bar, centri scommesse, etc.).
La ludopatia trova terreno fertile in contesti come Sulmona. I giovani peligni non sono viziati, sono abbandonati. In un territorio dove è più facile trovare una roulette che una connessione Wi-Fi pubblica e un tavolo per studiare, l’azzardo smette di essere un vizio e diventa l’uno dei pochi passatempo disponibili.
Il Sindaco e Assessori, dove siete? Il tempo dei convegni e delle promesse elettorali è scaduto. Ogni giorno di ritardo nell’apertura di uno spazio pubblico è un giorno regalato al degrado sociale. Non vogliamo una Valle Peligna che sia il casinò d’Abruzzo. Vogliamo una terra che torni a investire sull’unica risorsa che non si esaurisce mai: i suoi giovani. Aprite il Museo Ovidio ai ragazzi e alle ragazze.

