Domani pomeriggio, mercoledì 27, alle ore 15:00, si riunisce il Consiglio Comunale di Sulmona e la singolare etica politica di questa maggioranza di centrodestra è destinata a essere messa a nudo. Come già riportato, personaggi di spicco della coalizione avrebbero esercitato pressione politica per ottenere le dimissioni di Vincenzo Di Cesare, il giovane consigliere di Fratelli d’Italia. La sua unica “colpa” è stata sollevare obiezioni tecnico-politiche sulla gara Cogesa, un atto che rientra pienamente nel suo dovere istituzionale, ma che ha scatenato una lotta interna tra le faide del partito meloniano sulmonese.
Il Consiglio comunale di Sulmona di domani sancirà la verità
Ora, la maggioranza Tirabassi è chiamata a un esercizio politico di coerenza, considerando il caso del consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia Ernesto Zuffada. Quest’ultimo è stato protagonista di una sentenza del TAR che ha stabilito che non gli sarebbe dovuto essere attribuito il punteggio che gli aveva permesso di ottenere l’incarico di dirigenza dell’Unità Operativa Complessa del servizio veterinario ASL. Tale sentenza lo ha fatto scivolare dalla prima alla terza posizione della graduatoria. Il dispositivo del Tribunale Amministrativo ha imposto all’ASL, e quindi indirettamente alla collettività, il pagamento del “danno” subito dal legittimo vincitore, pari a 25.000 €.
A tutto ciò si aggiunge il forte malcontento di numerosi cittadini e animalisti sulmonesi e peligni che, negli ultimi tempi, hanno aspramente criticato la proposta avanzata da Zuffada per il canile di Sulmona e la gestione del randagismo in senso lato.
Se il metro di giudizio per chiedere le dimissioni a Vincenzo Di Cesare è una semplice critica politica interna, dettata da logiche di corrente, allora perché lo stesso/gli stessi “personaggi/o di spicco” non alza/alzano il telefono per chiedere il passo indietro a Ernesto Zuffada?
Se non verrà applicata a Zuffada la stessa linea usata per il giovane Di Cesare, la maggioranza dimostrerà di usare, discrezionalmente, due pesi e due misure: rigore assoluto contro chi svolge il ruolo di consigliere comunale in modo legittimo (il ‘dissidente’ Di Cesare) e tolleranza politica verso chi è allineato e “protetto” da determinate correnti partitiche (Zuffada).
L’assise di domani sarà il momento della verità. Innanzitutto per Vincenzo Di Cesare, visto che un punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di domani è la “Deliberazione Consiliare n. 82/2025 – Indirizzo per l’avvio della procedura di gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana e stato di agitazione sindacale COGESA S.p.A.: conseguenze, prospettive e garanzia per la comunità e i lavoratori“. Dopo l’isolamento subito, sarà presente? Difenderà la sua dignità politica e i suoi voti in Consiglio, intervenendo, o la sua assenza certificherà una resa definitiva?
La palla passa poi alle opposizioni, che non possono permettersi di ignorare il vero nodo etico-politico: chiederanno al Sindaco Tirabassi della situazione politica del capogruppo Zuffada, dei costi amministrativi generati dalla sentenza del TAR sull’ASL e delle critiche mosse al consigliere in tema di gestione del randagismo?

