La Valle Peligna si tinge di arancione e nero per Halloween, ma a far rabbrividire i cittadini non sono solo zucche e fantasmi, bensì i costi pubblici di alcune di queste manifestazioni. Mentre i comuni si trasformano in “Disneyland a cielo aperto“, sorge spontanea una domanda: queste iniziative giustificano l’impiego delle risorse dei contribuenti? L’analisi dei finanziamenti destinati agli eventi di Pratola Peligna, Prezza e l’esempio virtuoso di Pacentro solleva perplessità sul criterio di spesa pubblica.
A Pratola Peligna, l’evento “Notte del Terrore” organizzato dalla neonata associazione Futura ha ricevuto un presunto finanziamento comunale di 1.000 €. Il caso più emblematico è quello di Prezza e della sua terza edizione di “Hallowine”. Se per l’edizione 2025 non è ancora noto l’ammontare del contributo, lo scorso anno il Comune autorizzò un finanziamento di 6.000 € alla Proloco Di Prezza (Delibera di Giunta n. 54 del 2024).
Eppure, il cuore della manifestazione “Hallowine” si concentra sulla vendita e sponsorizzazione di vini con calici che arrivavano a costare ben 9 €. L’impiego di denaro pubblico non ha portato a una riduzione dei prezzi per i consumatori, che hanno pagato cifre non proprio “economiche”.
Insomma, quanti soldi pubblici sono stati impiegati quest’anno per Hallowine? La trasparenza è d’obbligo.
Fortunatamente, c’è un’eccezione che dimostra come lo spirito di iniziativa possa prevalere sulla dipendenza dai fondi pubblici. L’evento di Pacentro, infatti, è stato organizzato totalmente a carico degli organizzatori, senza intaccare le tasche dei contribuenti.
I contribuenti non sono spaventati solo dai travestimenti, ma dalle spese esose di eventi che non sempre riescono a dimostrare una chiara valenza istituzionale o un tangibile ritorno in termini di promozione territoriale autentica. È tempo che l’uso del soldino pubblico sia più coerente e giustificabile per servizi pubblici essenziali.

