La Giunta di centrodestra guidata dal sindaco Luca Tirabassi a Sulmona ha fallito nel suo primo fondamentale test di stabilità . Dopo appena cinque mesi dal suo insediamento, l’amministrazione che aveva promesso una nuova era di efficienza e solidità con lo slogan (non troppo implicito) del “Fidati di me” si ritrova già azzoppata. La revoca delle deleghe all’assessore Alessandro Pantaleo non è un semplice rimpasto, ma la certificazione di una crisi politica che menoma la Giunta e rallenta, ancora una volta, la macchina amministrativa del Comune.
Consentire al Civismo di nominare un altro assessore equivarrebbe a premiare l’attuale crisi politica della giunta di Sulmona
Il movimento del Civismo, fondamentale per la maggioranza, si ritrova ora con l’assessore estromesso. Un’amministrazione che nasce con l’ambizione di governare per un quinquennio intero non può permettersi un cedimento così precoce, frutto di tensioni interne che evidentemente non sono state né gestite né superate. La promessa di stabilità amministrativa è stata infranta. Il messaggio inviato alla cittadinanza è chiaro: la coalizione è fragile, e la priorità non è il governo della città , ma l’equilibrio delle sue componenti.
I Civici, nonostante l’attuale fallimento politico culminato nella revoca del suo rappresentante, vanta ancora cinque esponenti in Consiglio comunale. La domanda che sorge spontanea è: dopo aver dimostrato questa instabilità , dopo lo scontro che ha portato alla crisi, il Civismo è ancora politicamente e moralmente legittimato a indicare il/la prossimo/a assessore? Consentire al Civismo di nominare un sostituto equivarrebbe a premiare la crisi, a legittimare un rimescolamento di carte che non risolve il problema di fondo, ma lo nasconde temporaneamente, ritardando l’inevitabile. L’Amministrazione Tirabassi ha bisogno di un assessore competente e non di una mera pedina politica. La scelta ricadrà su un tecnico, su un/una bravo/a politico o si continuerà con l’eterno gioco della poltrona?
Ma c’è un elemento ancor più grave in questa vicenda, l’ex assessore Pantaleo si era distinto per aver bollato come “nemici della città ” coloro che, esercitando il più elementare degli strumenti democratici, utilizzavano il controllo politico-amministrativo e la trasparenza tramite la normativa FOIA (Freedom of Information Act). Un’affermazione inaccettabile in una democrazia matura, che equipara la richiesta di chiarezza e l’esercizio del diritto di accesso agli atti a un atto eversivo o ostile.
In sintesi, i veri problemi per la città potrebbero non essere causati da chi chiede trasparenza, ma piuttosto da chi non riesce a garantire la stabilità promessa. Questo si riferisce a persone come Pantaleo e la Giunta che lo ha rimosso, i quali non sono capaci di superare i loro conflitti interni. In particolare, litigare apertamente alla fine del consiglio comunale è un comportamento non accettabile per la massima istituzione democratica cittadina. Queste azioni dimostrano che sono proprio loro, guardandosi allo specchio, ad aver provocato un inaccettabile rallentamento del lavoro politico e amministrativo del Comune di Sulmona.
Il Sindaco Tirabassi ha l’onere e l’onore di dimostrare ora che questa crisi è un incidente di percorso e non un sintomo di debolezza strutturale. I cittadini non si “fidano” più. Esigono fatti. E la nomina del nuovo assessore sarà la prima, fondamentale cartina tornasole.

