A Sulmona, la questione dell’aula studio comunale è diventata un’assurdità, un vero e proprio schiaffo in faccia alla comunità. Il Comitato Biblioteca Sulmona è giustamente furioso, come dargli torto? Mentre generazioni di studenti e cittadini continuano a chiedere a gran voce uno spazio dignitoso e attrezzato per studiare e consultare libri, l’amministrazione del sindaco di centrodestra Luca Tirabassi ha dimostrato una prontezza sorprendente nel trovare un immobile comunale per SACA SpA.
Dalla filiera istituzionale, passando per gli eventi montani, e fino alla cittadinanza onoraria a Gianni Letta: la “ricca” agenda politica del sindaco Di Sulmona
Viene da chiedersi: ma quali sono i criteri con cui si stabiliscono le priorità a Sulmona? È così difficile destinare anche solo una singola stanza dello stesso immobile che ospiterà SACA a un’aula studio? O forse, in un momento cruciale in cui gli studenti si preparano agli esami universitari e necessitano disperatamente di luoghi tranquilli e stimolanti, la loro esigenza è considerata un dettaglio insignificante, un fastidio da ignorare.
L’Assessora alla Cultura, Emanuela Cosentino di Fratelli d’Italia, è stata chiamata in causa direttamente dal Comitato Biblioteca e la sua posizione non è delle migliori. Durante la campagna elettorale, sia lei che il suo partito avevano sbandierato l’aula studio come una “priorità assoluta”. Ora, a due mesi dall’insediamento della nuova Giunta e nonostante una richiesta formale di incontro protocollata il 30 maggio dal Comitato, il silenzio è assordante. Almeno fino a ieri, l’Assessora, dopo il comunicato stampa del Comitato cittadino, ha aperto, tramite vie brevi, ad un incontro con una delegazione di attivisti. Staremo a vedere.
Il colmo, l’ennesima beffa, arriva proprio dalla figura del sindaco Tirabassi. Ricordiamo bene il suo improvviso “interesse” per l’aula studio durante la campagna elettorale, quando si fece fotografare a Palazzo Portoghesi, una struttura chiusa che avrebbe potuto ospitare tale servizio. Un interesse a orologeria, visto che prima di essere calato dall’alto come candidato sindaco di Sulmona, non si era mai visto né sentito parlare o agire sulla battaglia per la biblioteca comunale portata avanti con tenacia dal Comitato Biblioteca Sulmona. Ora che gli attivisti chiedono un incontro per un confronto serio e costruttivo, è sparito nel nulla.
Sembra che per incontrare il Comitato Biblioteca Sulmona non ci sia mai tempo nell’agenda del sindaco. Al contrario, il tempo lo si trova eccome per presenziare all’assegnazione della cittadinanza onoraria a Gianni Letta a Bugnara o per recarsi al festival della montagna a Campo di Giove. È evidente che per certi eventi la sua agenda è stranamente flessibile e aperta. Questo atteggiamento da parte dell’amministrazione e del sindaco Tirabassi è inaccettabile e mostra una chiara disattenzione verso le esigenze dei cittadini.
Il Comitato Biblioteca Sulmona continuerà la sua battaglia con determinazione. È ora che l’Amministrazione dia risposte concrete e dimostri un impegno tangibile per la città di Sulmona, smettendola con le promesse vuote e le fughe dalle proprie responsabilità.
Infine, sorge spontanea un’altra domanda cruciale: che fine ha fatto la tanto sbandierata filiera istituzionale di centrodestra? Quella che, secondo le promesse, avrebbe dovuto collegare strettamente l’amministrazione comunale con il centrodestra regionale e nazionale, garantendo benefici e opportunità per il territorio. Ebbene, quali benefici sta portando questa presunta filiera per l’apertura di un’aula studio? Sembra che, almeno su questa specifica e fondamentale questione, la filiera non stia portando alcun frutto tangibile, lasciando i giovani e la comunità di Sulmona a mani vuote.

