L’Azienda Sanitaria Locale Avezzano-L’Aquila-Sulmona (ASL1) ci ha “regalato” un’altra perla di saggezza amministrativa. Mentre, come già Casa Di Vetro avuto modo di evidenziare, l’azienda si distingue per un “silenzio assordante” sulla drammatica carenza di psicologi e sui servizi di salute mentale (tanto da ignorare persino i solleciti del Difensore Civico) scopriamo che non si bada a spese quando si tratta di questioni non direttamente attinenti alle cure mediche.
L’ASL1 ci comunichi la situazione degli psicoterapeuti di Sulmona
I fondi per implementare servizi ospedalieri cruciali scarseggiano e, invece, quelli per la “comunicazione” ci sono in abbondanza. La notizia, riportata con un acuto senso critico dal quotidiano online SITe.it, titola eloquentemente: “ASL1 – Azienda in crisi? No, i soldi per servizi giornalistici a pagamento ci sono“.
L’atto amministrazione dell’Azienda ospedaliera rivela infatti una determina a contrarre per una “Campagna di comunicazione, per sei mesi, sulle pagine social e sul giornale online “AbruzzoWeb“”. Il tutto tramite trattativa diretta Me.PA., con l’affidamento alla società editrice “Enfasi Srl“. E il costo? ben 7.000 € a cui si aggiunge l’IVA, per un ammontare complessivo dell’intervento di 8.680 €.
Cosa include questa dispendiosa “campagna comunicativa”? Esposizione banner su www.abruzzoweb.it, diffusione di comunicati stampa sui canali social (con 66.100 follower su Facebook e 5.973 su Instagram), interviste in diretta mensili su “temi specifici dell’Azienda”, e persino la realizzazione e pubblicazione di “speciali giornalistici“. Lo scopo dichiarato, come scritto nero su bianco nella delibera ASL1, è “Fornire ai cittadini un’informazione chiara, accessibile e tempestiva sui servizi offerti e sulle campagne sanitarie promosse“.
Il giornale SITe.it sostiene che ci sia una “malcelata confusione tra i termini Informazione e Comunicazione” e, inoltre, ha il timore che le notizie si trasformino in “propaganda spicciola”. Sembra quasi che l’ASL1 sia più interessata a raccontare di fare, piuttosto che a fare realmente.
Mentre i cittadini aspettano risposte sui servizi essenziali, come la salute mentale che è oggetto del mio “silenzio assordante della ASL 1”, l’Azienda si dedica con fervore all’autocelebrazione digitale. Non vi sembra un po’ surreale?
Forse, un giorno, avremo un banner che ci annuncerà l’assunzione di psicologi. Nel frattempo, possiamo consolarci con le “interviste in diretta” e gli “speciali giornalistici” della nostra ASL1, campionessa di comunicazioni a pagamento.

