Ieri, a Prezza, si è consumato un rito quasi surreale. Mentre l’Abruzzo si interroga sulla gestione delle risorse idriche e i fontanili mugugnano per la sete, si è deciso di alzare l’asticella del paradosso. Non un nuovo pozzo, non una rete idrica efficiente, ma una piscina comunale. Il Vescovo Michele Fusco ha sbagliato indirizzo, non avrebbe dovuto benedire il parco acquatico ma la rete idrica paesana. Egregia Sindaca, in ogni caso, è bene ricordare che l’Italia è per Costituzione laica e non confessionale.
Prezza: la politica tira l’acqua al suo mulino
E cosa importa se, solo qualche giorno fa, i prezzani si chiedevano se per lavarsi i denti avrebbero dovuto usare l’acqua tonica dei drink della piscina comunale? Cosa importa se, mentre la siccità morde le campagne abruzzesi e i nostri agricoltori pregano per una goccia di pioggia, Prezza ha deciso che la priorità numero uno era, appunto, una vasca gigante piena d’acqua?
L’infrastruttura acquatica ci è costata 400.000 € di mutuo ventennale e finanziamenti pubblici regionali. Sì, avete letto bene. Un investimento che ci lega al futuro con un bel cappio finanziario per un bene primario come il tuffo.
Ma attenzione, il capolavoro non finisce qui. Di fronte alle timide voci di critica per questo sogno bagnato (anzi, assetato) pagato con i nostri soldi e la nostra acqua, ecco spuntare il tocco di incoraggiamento del Civismo Ieri, i seguaci di Marianna Scoccia hanno risposto alle perplessità con un manifesto degno di una processione laica: “Grazie Marianna, siamo tutti con TE“.

Eccola, la vera essenza del movimento civico nostrano. Non un collettivo politico in cui “ognuno vale uno” (Beppe Grillo docet) e il bene comune è una discussione aperta. No, qui si lavora alacremente per innalzare statue, metaforiche e non, ai coniugi Scoccia-Gerosolimo. La piscina? Un dettaglio. L’importante è la santificazione del leader, la dimostrazione pubblica di fedeltà , a prescindere dal buonsenso, dalle priorità e, in questo caso, dalla disponibilità d’acqua. Un perfetto esempio di come la politica locale si trasformi in culto della personalità , dove la trasparenza si bagna (speriamo non solo metaforicamente) nella piscina dei proclami.
Il Difensore Civico Regionale, nel frattempo, continua a parlare di trasparenza e accesso agli atti. Il TGR della Rai Abruzzo ha evidenziato le contraddizioni della piscina nel suo servizio “Un tuffo del Difensore civico“. Ma dai, a chi importa di carte e burocrazia quando si può nuotare in un oceano di debito e dubbia utilità , celebrando al contempo il proprio demiurgo?
Quindi, bagnanti coraggiosi e contribuenti pazienti, godetevi questa nuova oasi nel deserto. E se per caso doveste avere sete, non preoccupatevi. Potrete sempre chiedere un bicchiere d’acqua dalla piscina, ovviamente. Magari filtrata, si intende.

