Sulmona, la città che aspira a una guida “forte” e “stabile”, si ritrova con una giunta che di stabile, a quanto pare, ha solo la mano che la muove. L’ultima mossa del sindaco Luca Tirabassi, fresco di campagna elettorale in cui prometteva mari e monti (e soprattutto competenza), ha il sapore amaro dell’ennesima beffa ai danni della logica e, oserei dire, dell’etica democratica e politica.
Angelo D’Agostino è definitivamente escluso dalla giunta comunale di Sulmona o c’è un ripensamento dell’ultimo minuto da parte dei Civici?
Parliamo dell’esclusione di Angelo D’Agostino di Noi Moderati dalla giunta di centrodestra di Sulmona. D’Agostino che, per chi mastica un minimo di vita politica nostrana, evoca immediatamente un bagaglio di esperienza e competenza. Primo dei non eletti con ben 243 preferenze, l’ex funzionario dell’ente locale ovidiano vanta un curriculum che parla chiaro: una conoscenza buona conoscenza della macchina amministrativa grazie all’esperienza lavorativa maturata in Comune.
Eppure, il sindaco Tirabassi ha deciso di fare a meno di questa unica risorsa preziosa. Al suo posto? Sembrerebbe Paolini, che con le sue 63 preferenze ha dimostrato una presa sul corpo elettorale che definire “tiepida” è un complimento. Sessantatré voti contro duecentoquarantatré. Non è questione di colori politici, è questione di buon senso. O forse, di assenza di buon senso.
La campagna elettorale di Tirabassi era stata un tripudio di proclami sulla “giunta forte” per una “guida cittadina stabile”. Parole al vento, evidentemente. Qui di stabile c’è solo una cosa: la figura ingombrante del civismo, che, dietro le quinte o meno, sembra tenere saldamente le redini del destino politico e amministrativo del neo-Sindaco. Quest’ultimo dovrebbe “alzare la voce” e affidarsi all’esperienza e al consenso popolare (D’Agostino), ma il rischio di tornare alle urne anticipatamente è troppo alta. Il Civismo ha i numeri in Consiglio comunale e quindi detta le regole a Tirabassi.
L’esclusione di Angelo D’Agostino è un segnale preoccupante, l’ennesima dimostrazione che a Sulmona, forse, la giunta è “stabile” solo perché ben ancorata a chi detiene il vero potere, relegando il sindaco Tirabassi al ruolo di mero esecutore.

