Dopo il caso del reazionario Lorenzo Presutti, Forza Italia di Sulmona non smette di stupire. Nel video condiviso su Facebook, Luisa Taglieri, candidata di Forza Italia alle elezioni comunali di Sulmona, presenta uno spot elettorale in cui afferma: «Le nostre donne che vorrebbero partorire nuove generazioni, i nostri uomini che hanno voglia di lavorare con dignità». Con queste affermazioni, Taglieri evoca uno schema di ruoli di genere tipico di decenni fa: alle donne viene consegnata in primo luogo la missione della maternità, agli uomini quella del lavoro “dignitoso”.
L’ala conservatrice prende piede all’interno di Forza Italia di Sulmona
Pur riconoscendo l’importanza della famiglia, il video della Taglieri non specifica alcun intervento pratico: non si parla di potenziamento di nidi e servizi di cura, né di incentivi o percorsi che favoriscano l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro. Allo stesso modo, non viene spiegato come gli uomini possano conciliare pienamente (e senza penalizzazioni) la carriera con il ruolo di cura familiare.
Nel contesto attuale, in cui si discute apertamente di equilibrio salariale tra i generi, flessibilità lavorativa, lotta alla violenza di genere e diritti civili, un programma privo di misure concrete su questi temi rischia di risultare puramente evocativo. Misure quali orari di lavoro flessibili, formazione mirata per neomamme o campagne sulla condivisione delle responsabilità domestiche avrebbero invece dato sostanza a una visione veramente moderna e attuale delle politiche familiari.
Va inoltre sottolineato che, all’interno di Forza Italia, e in particolare tra gli/le aspiranti consiglieri/e comunali di Sulmona, si registra un’area molto conservatrice, distante dalla tradizione moderata e liberale del partito. Ne è un esempio emblematico Lorenzo Presutti, coordinatore dei giovani di Forza Italia a Sulmona, le cui dichiarazioni sul 25 aprile del 2023 (“io non festeggio il 25 aprile”, “25 aprile: il giorno in cui i vili si proclamano eroi”) e il commento sulle nozze gay hanno suscitato forte imbarazzo.
L’impressione generale è quella di un richiamo a valori anacronistici rimasti confinati alle parole, senza poi tradursi in proposte attuabili. Se l’obiettivo è davvero sostenere il benessere di tutte le famiglie di Sulmona, servirebbero piani operativi: servizi dedicati, incentivi strutturati e iniziative informative tarate sulle esigenze concrete di uomini e donne nel XXI secolo.

