A Sulmona hanno deciso di dare “priorità” assoluta alla mobilità sostenibile, cominciando col rendere difficoltoso il lavoro dei paramedici. Per ridurre l’inquinamento e il traffico nel centro storico, si opta per la pedonalizzazione. Invece di agevolare i servizi, il regolamento delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) di Sulmona pone un ostacolo agli infermieri, impedendo loro di assistere i pazienti domiciliati in ZTL fuori dalle fasce orarie consentite. Se non entra chi deve fare le medicazioni, il traffico cala e, di questo passo, calerà drasticamente anche il numero dei residenti bisognosi di cure.
Il Comune di Sulmona integri al più presto il Regolamento ZTL e metta a disposizione la modulistica necessaria agli infermieri
Analizzando il “Disciplinare Tecnico della ZTL del Comune di Sulmona”, emerge una lacuna normativa, un vero e proprio vulnus che penalizza le fasce più deboli della popolazione. Mentre il documento elenca minuziosamente categorie autorizzate di ogni tipo, dai portatori di valori ai fiorai, dai tecnici delle manifestazioni fino ai mezzi per la cattura degli animali, la figura dell’infermiere o del personale paramedico che deve prestare servizio a domicilio è totalmente assente.
Il regolamento prevede infatti deroghe per i medici in visita domiciliare urgente, identificati dalla categoria A.14, ma ignora chi, quotidianamente e su specifica autorizzazione ASL, deve garantire la continuità terapeutica a pazienti che spesso non possono muoversi dal proprio letto.

La prova di questa dimenticanza non è solo testuale, ma anche operativa. Consultando il portale del Comune dedicato ai permessi, la casella per il personale paramedico è semplicemente inesistente: non si può scaricare un modulo che il Comune non ha previsto di creare. Attualmente, un infermiere che presta assistenza domiciliare si trova davanti a un bivio. Può scegliere di sottostare agli orari di apertura, cercando di incastrare le prestazioni sanitarie nelle brevi finestre di libero accesso, come quelle previste dal lunedì al venerdì dalle 4:00 alle 10:30 nel periodo invernale. Tuttavia, la salute non segue l’orologio comunale: se un paziente ha un’esigenza improvvisa o un contrattempo clinico fuori orario, la prestazione non può essere effettuata.
L’alternativa è rischiare la sanzione, entrando per dovere professionale e subendo una multa per violazione del Codice della Strada, dato che il sistema telematico di controllo dei varchi non perdona chi non è inserito nella cosiddettaWhite List (evita la rilevazione della targa ai fini dei controlli degli accessi nelle zone ZTL).
È cosa buona e giusta puntare a una maggiore pedonalizzazione e al decoro del centro storico, ma non lo si può fare sulla pelle di chi riceve cure a casa proprio perché le proprie condizioni di salute impediscono di recarsi in ospedale. Non è tollerabile che un furgone per il trasporto di medicinali abbia accesso garantito secondo la categoria A.13, ma chi quei medicinali deve somministrarli rimanga fuori dalla porta.
L’Ente comunale integri al più presto il Disciplinare e metta a disposizione la modulistica necessaria. L’abbattimento del traffico veicolare è un obiettivo da conseguire, ma la dignità dei malati e il lavoro di chi li cura devono venire prima di qualsiasi telecamera.

