Il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026/2030 della giunta comunale di centrodestra di Sulmona è un manifesto di nobili ambizioni. Nelle sue pagine, la città viene dipinta come un gioiello incastonato nella valorizzazione dei “Patrimoni Materiali e Immateriali”, pronta a sfruttare ogni legame con la cultura d’eccellenza per incrementare la propria attrattività.
Il “miglioramento della sicurezza stradale” di Sulmona verrà finanziata ricorrendo a un debito
Ci sfugge, infatti, di vivere in una località che ambisce (o si auto-percepisce) in costante interlocuzione con le “contrade” (un riferimento, tra l’altro, geograficamente e culturalmente improprio per Sulmona) e che, pur non essendo un Sito UNESCO riconosciuto, vive costantemente nella luce riflessa dell’eredità UNESCO (quella del Celestiniano e della Majella).
Sulmona non è “la Siena degli Abruzzi” solo per le sue piazze, ma anche per la sua capacità di farci sognare una grandezza già acquisita. Il DUP utilizza un linguaggio che proietta la città in un contesto internazionale, quasi a suggerire che la sola lettura del documento sia sufficiente per ottenere il riconoscimento dall’UNESCO.
L’Amministrazione definisce l’identità storica e culturale sopra le righe, ma è fondamentale notare che questa visione alta non ripara le strade comunali.
La “visione” di una Sulmona Patrimonio Mondiale ha lasciato il posto al bilancio del DUP. Parafrasando Kerouac, siamo passati dalle “Visioni di Cody” alla cruda realtà: tra gli obiettivi strategici del Documento di Giunta, c’è la riqualificazione che include il “miglioramento della sicurezza stradale“, un intervento che dovrebbe essere pura manutenzione ordinaria e che verrà finanziata ricorrendo a un debito.
Il Documento riporta nero su bianco che si stipuleranno “Futuri mutui” come fonte di finanziamento per le opere. Più precisamente, nell’annualità 2026 è prevista l’assunzione di un mutuo da contrarre con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per ben 300.000 €, cifra necessaria per migliorare la sicurezza stradale.
In sostanza, mentre si celebra la vocazione culturale e si attende l’arrivo dell’UNESCO, la prima, concreta mossa strategica è chiedere un mutuo di 300.000 € per un lavoro che è la base della decenza urbana.
La Giunta è riuscita, volente o nolente, a trasformare il “Documento Unico di Programmazione” in un documento unico di indebitamento. In altre parole, la maggioranza di centrodestra si affida alla Cassa Depositi e Prestiti per garantire la normalità.

