Il crollo del muro a secco e la frana che incombe sull’Eremo di San Venanzio non sono un evento eccezionale. Secondo il grido d’allarme lanciato dal collettivo CivitaMente, Raiano è in uno stato di abbandono sistemico. Le foto allegate non lasciano spazio a interpretazioni: un cumulo di rocce e vegetazione ostruisce la strada che conduce alla chiesa. Precisamente, dal Colle Mentino (lato sinistro) incombe una frana enorme, con la rete di contenimento chiaramente sotto stress (un masso sporgente che la sta spingendo al limite).
Il collettivo CivitaMente Raiano “interroga” il sindaco Marco Moca
La risposta dell’Amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal Sindaco Marco Moca, sempre a detta di CivitaMente, sembra essere la solita: un’ordinanza di emergenza (la n. 23/2025) e un silenzio assordante. Come evidenziato da CivitaMente, l‘atto ufficiale è stato ignorato dalla pagina Facebook del Comune, quasi a voler “nascondere” il fatto.
La denuncia di CivitaMente è un atto d’accusa che va ben oltre il singolo crollo. Disegna un quadro di dissesto e incuria che tocca ogni aspetto della vita pubblica di Raiano: la chiusura della strada blocca l’accesso all’Eremo, interrompendo un collegamento fondamentale e rendendo inaccessibile quella che dovrebbe essere la risorsa turistica e culturale del paese. Molti sentieri, un tempo una ricchezza, vengono oggi semplicemente bloccati, anziché messi in sicurezza, offrendo un biglietto da visita inaccettabile per qualsiasi turista e residente. All’interno della Riserva si riscontra immondizia e inciviltà , un segnale che il controllo del territorio non è efficace. Perfino l’Acquedotto romano delle “Uccole”, un’inestimabile risorsa storica, è stato lasciato al totale abbandono.


Secondo il Collettivo raianese, il l fallimento dell’Amministrazione non si limita all’abbandono dell’esistente, ma si estende clamorosamente alla qualità del nuovo. Il presunto cedimento di un solaio in una scuola di recente costruzione non è un semplice danno patrimoniale, è un rischio quotidiano per la vita dei bambini e del personale. Dalla “martoriata scuola” alla sala “polivalente” inaugurata a Maggio 2025, le infiltrazioni sono la costante. L’ironia amara di CivitaMente sul bocciodromo, ormai il “veterano” dei problemi idrici, è eloquente. Ergo: la spesa pubblica non resiste alla prima pioggia.
A completare lo scenario di mancanza di visione ci sono le strutture inutilizzate costruite “con soldi dei contribuenti“. C’è una struttura in legno presso la località dell‘Acqua Solfa dal “misterioso” scopo, e poi c’è l’Osservatorio Naturalistico, anch’esso in legno, costruito e mai reso fruibile. CivitaMente domanda: “Qual è la visione a lungo termine e lo scopo di queste opere?“.
Il collettivo ha posto domande dirette, che il Sindaco Moca e la sua Giunta di centrodestra non possono più eludere, ovvero: “Chi si assume la responsabilità politica e amministrativa per questo disastro? Perché gli edifici nuovi non sono a norma e non resistono alla pioggia? Quando esattamente riaprirà la strada per l’Eremo?” L’ordinanza comunale riporta che la via sarà inaccessibile “fino al ripristino“. CivitaMente sottolinea che la mancanza di una data certa è un tentativo, da parte dell’Amministrazione, di guadagnare tempo.
Le domande della formazione sociale non finiscono qui: “Sono previsti seri lavori di manutenzione per i numerosi muretti a secco a rischio? Infine, qual è il senso, lo scopo e l’uso futuro delle strutture fantasma costruite con denaro pubblico?“. Ora non resta che attendere le risposte del Sindaco Marco Moca.

