Si è tenuta ieri, presso la Commissione Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo, l’audizione richiesta dalla consigliera Maria Assunta Rossi in merito all’impianto di pirolisi che la società Get Energy intende costruire nel nucleo industriale di Sulmona. Sono stati auditi Lorenzo Ballone, responsabile dell’ufficio pianificazione e programma del settore rifiuti della Regione, Augusto De Sanctis del forum H2O, il Dottor Roberto Ranalli già dirigente del servizio oncoematologia dell’ospedale di Sulmona e l’ambientalista Mario Pizzola.
L’istruttoria regionale sull’inceneritore ha subito uno stop temporaneo poiché la società proponente ha richiesto una proroga e ha apportato alcune modifiche al progetto originario
Ai lavori della Commissione, presieduta da Emiliano Di Matteo, hanno preso parte i rappresentanti dei diversi partiti presenti in Consiglio regionale e le consigliere della Valle Peligna Rossi e Marianna Scoccia.
Il dirigente regionale Ballone ha chiarito che l’impianto proposto dalla Get Energy è da considerarsi a tutti gli effetti un inceneritore e, pertanto, la certezza di emissioni in atmosfera esiste, sebbene la loro incidenza sull’ambiente e sulla salute umana sia ancora tutta da valutare. Ha aggiunto che l’istruttoria ha subito uno stop temporaneo poiché la società proponente ha richiesto una proroga e ha apportato alcune modifiche al progetto originario. La modifica più significativa riguarda la riduzione della quantità di rifiuti trattati, scesa da 47.050 tonnellate l’anno a 37.000. Il dirigente ha anche precisato che i prodotti derivanti dal processo della pirolisi, il syngas e il synoil, saranno bruciati sul posto per far funzionare l’impianto, in quanto non hanno una sufficiente qualità energetica per essere immessi in rete.
Augusto De Sanctis ha rimarcato che la società ha provato, ma inutilmente, a smentire che si trattasse di un inceneritore. La combustione dei prodotti della pirolisi solleva seri problemi poiché il syngas è il risultato di rifiuti eterogenei come plastiche, copertoni e residui industriali, rendendo complicatissimo il controllo di tutto ciò che esce dai 6 camini dell’impianto. De Sanctis ha denunciato che la società ha presentato analisi delle emissioni e delle ceneri effettuate da laboratori non accreditati e ha avuto un comportamento non trasparente, oscurando molti documenti, tra cui quelli sulle emissioni. Ha proseguito sottolineando che la valutazione del progetto dovrebbe essere fatta alla luce della nuova normativa dell’Unione Europea sulle emissioni, che dimezza tutti i parametri, e degli ancora più restrittivi limiti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il dottor Roberto Ranalli si è concentrato sulle condizioni meteo-climatiche della Valle Peligna, in particolare sul fenomeno dell’inversione termica, un fattore che concentra le sostanze inquinanti. Questo ha un impatto negativo sia sulla salute umana che sulla catena alimentare. Di conseguenza, impianti di incenerimento come quello della Get Energy, che peraltro generano emissioni nocive di difficile classificazione, sono incompatibili con Sulmona e il suo territorio. Lo stesso Ministero dell’Ambiente ha raccomandato di tenere in particolare considerazione il fenomeno dell’inversione termica nelle aree interne dell’Abruzzo, e tra queste proprio la Valle Peligna. Ranalli ha aggiunto che nel tempo sono aumentati linfomi, sarcomi, tumori e patologie dell’apparato respiratorio, con molti studi che dimostrano una correlazione con l’aumento dei livelli di inquinamento.
L’ambientalista Mario Pizzola ha sottolineato che Sulmona è da tempo sottoposta all’aggressione da parte di industrie inquinanti, un fattore che aumenta il declino economico e lo spopolamento del territorio. La Get Energy non ha neppure accennato al fatto che da anni è in funzione la turbogas della Metaenergia, che è in costruzione la centrale di compressione della Snam e che a Sulmona esiste un impianto nel quale scaricano i loro rifiuti ben 67 Comuni dei 108 della provincia dell’Aquila.

La situazione è già insostenibile e l’arrivo dell’inceneritore sarebbe il colpo di grazia. Pizzola ha concluso che la tecnologia della pirolisi è vecchia di almeno cinquanta anni e finora ha dimostrato di non funzionare e Sulmona non intende fare da cavia per progetti sperimentali sulla pelle dei cittadini. La gente è fortemente allarmata e si batterà affinché questo nuovo impianto non venga realizzato.

