La lotta contro lo spopolamento e la spoliazione dei servizi pubblici essenziali in Abruzzo vede emergere un divario politico-culturale tra piccoli paesi e una città che ambisce a essere polo di riferimento delle aree interne. Da un lato, Scanno e Pescasseroli dimostrano una lungimiranza amministrativa che fa ben sperare per il proprio futuro. Dall’altro, Sulmona offre l’inerzia politica, incapace di rispondere ai bisogni primari dei suoi studenti e della cittadina tutta.
Sulmona prenda esempio da Scanno e Pescasseroli
Il Comune di Scanno, con la Delibera della Giunta Comunale n. 88 dell’11 novembre 2025, riconosce la necessità di supportare la crescita della connettività sociale, in particolare incentivando le attività della Consulta Giovanile. Per questo, l’Amministrazione ha dato mandato per la concessione in uso di specifici locali situati al piano terra dell’attuale Sede Comunale in Viale degli Alpini. Questi spazi saranno condivisi tra la Consulta Giovanile e l’Associazione Culturale “La Foce“. Non si tratta solo di uno scambio formale di chiavi, ma l’atto gestionale è accompagnato da un preciso stanziamento di fondi pubblico pari a 11.856,41 €.
Tale somma è finalizzata, in accordo con la Consulta Giovanile, per rendere fruibili i locali concessi in uso. L’obiettivo finale è anche quello di creare i presupposti per la riattivazione della biblioteca e ad intercettare il lavoro da remoto. Scanno sta investendo risorse pubbliche per creare un polo di aggregazione giovanile e inter-associativo, ponendo le basi per una crescita socio-culturale che è l’unica vera arma contro l’emigrazione (soprattutto dei cosiddetti under 36).
A questo esempio virtuoso si affianca quello di Pescasseroli che, pur essendo un piccolo comune, eccelle nel servizio offerto ai suoi studenti e cittadini. La sua Biblioteca Comunale è un polo di studio moderno ed è aperta con un orario esteso e flessibile, ovvero dalle 9:00 alle 20:30, tutti i giorni della settimana, inclusi sabato e domenica. Non solo, ma l’ambiente è strutturato con aree dedicate all’utenza, includendo una specifica area internet e smart working, dimostrando di saper intercettare le moderne esigenze di studio e lavoro da remoto.
La città ovidiana, pur vantando la Biblioteca Regionale “Giuseppe Capograssi”, non riesce a fornire un servizio efficiente. La stessa i suoi orari spesso limitati (generalmente 9:00-13:00 con qualche rientro pomeridiano di poche ore), non soddisfa le esigenze degli studenti che necessitano di spazi aperti fino a sera, specialmente durante i periodi di esami, una situazione più volte denunciata dalla stampa locale e dal Comitato Biblioteca Sulmona.
L’Amministrazione sulmonese, pur consapevole della necessità e del rischio di veder fuggire i suoi ragazzi e le sue ragazze costretti alla fruizione di strutture di studio precarie, non è riuscita a stanziare neppure un solo e simbolico euro per aprire una nuova aula studio ex novo.
È ora che l’Amministrazione comunale prenda esempio da paesi come Scanno e Pescasseroli. La politica con la P maiuscola si fa con atti concreti, non con promesse ancora tutte da realizzare. Questa storia ci insegna che l’azione politico-amministrativa dei titolari di incarichi politici può fare la differenza, in positivo o in negativo. Complimenti al sindaco di Scanno per l’iniziativa e al sindaco di Pescasseroli per aver reso disponibile un servizio così essenziale e con orari così ampi, che rappresentano un modello di riferimento per l’intera regione.

