Il titolo “Casino totale” non si riferisce all’intenso e malinconico romanzo noir di Jean-Claude Izzo, ambientato a Marsiglia. No. Il nostro “Casino totale” è molto più provinciale e ugualmente drammatico per le sorti di una comunità : stiamo parlando dell’amministrazione comunale di Sulmona guidata dal sindaco Luca Tirabassi.
Sulmona è affetta dalla sindrome della politica di professione
Ci risiamo. Non passa giorno che la politica sulmonese non si trasformi in una lotta tra fazioni politiche. L’ultima, in ordine cronologico, è la lite furibonda – come riportato dal quotidiano Rete Abruzzo – tra il sindaco Luca Tirabassi e l’assessore al Bilancio, Alessandro Pantaleo, con la conseguente richiesta di dimissioni. Un classico: la maggioranza di centrodestra si sfascia non sui grandi temi, non sulle visioni di sviluppo per la Valle Peligna, ma sui personalismi. Un copione stancante che, stranamente, vede spesso gli stessi attori protagonisti del dramma.
Diciamocelo chiaramente, le crisi e i capricci politici sono endemici in casa dei cosiddetti “civici” che hanno fatto, almeno i loro leader, della politica una professione senza alternativa.
Il ragionamento è in realtà piuttosto semplice: quando la politica è l’unica fonte di sostentamento di un individuo, essa smette di essere percepita come uno strumento di servizio per la comunità . Diventa, invece, l’unico stipendio. Di conseguenza, il politico sviluppa una dipendenza dalla poltrona. Non c’è niente di più pericoloso per la democrazia locale e nazionale del timore di perdere la propria fonte di reddito, poiché questo sposta la priorità dal servire i cittadini al conservare la carica.
Invece di concentrarsi sui bilanci, sulla vulnerabilità sismica di Palazzo Manara, sulla sanità , sul rilancio del centro storico o sulla crisi industriale, sull’inceneritore, l’amministrazione è paralizzata e instabile. È il segno di una classe politica che ha perso il contatto con la realtà del territorio. Sulmona subisce l’ennesimo danno enorme. Un “Casino totale”.
La città ha bisogno di una politica fatta da persone che, se domani perdessero l’incarico, avrebbero un lavoro a cui tornare, dimostrando così che la loro presenza in Comune è un sacrificio per il bene comune. Finché non si supererà questa sindrome della “poltrona a tutti i costi”, Sulmona sarà condannata a navigare in questo “Casino totale” permanente, con buona pace di chi, come i cittadini, attende risposte e non l’ennesimo commissario prefettizio.

