Chi segue blog Casa Di Vetro lo sa bene, si è sempre messa al centro del nostro impegno la salute mentale, lottando per implementare i servizi in Valle Peligna e cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora troppo spesso stigmatizzato. Per questo, la notizia dei problemi di salute (dalla stampa si apprende che sembrerebbero dovuti al troppo stress) che hanno costretto il Sindaco di Sulmona Luca Tirabassi a fermarsi per un mese ci tocca in modo particolare. Umanamente, la vicenda del Primo cittadino suscita solidarietà e vicinanza. Le pressioni e le responsabilità di una carica pubblica possono essere immense, e il prezzo da pagare, in termini di stress e salute, è talvolta altissimo. Non possiamo che augurare al Sindaco una pronta e completa guarigione. Restiamo umani, e gli siamo vicini.
I problemi di Sulmona non si fermano. Anzi, si fanno sempre più pressanti.
Ma se l’aspetto umano è intoccabile, quello politico no. E non può esserlo, perché la Città non si ferma. L’assenza del Sindaco Tirabassi ha messo a nudo una realtà che, nei primi 100 giorni di questa amministrazione “destrocivica”, era già percepibile, ma forse non così drammaticamente evidente: una sostanziale debolezza rappresentativa e politica. Fatta eccezione per l’assessora alla Cultura Emanuela Cosentino, che si spende e lavora in silenzio, il resto della giunta latita.
L’investitura del popolo, che ha votato il Sindaco Tirabassi con una maggioranza netta, non si è tradotta in un’altrettanto forte legittimazione per la sua squadra. Un dato che non è un’opinione, ma una semplice somma matematica: il Vicesindaco Mauro Tirabassi e l’Assessore Alessandro Pantaleo non hanno ottenuto neanche un voto, mentre l’Assessora Federica La Porta si è fermata a 205 preferenze e l’Assessore Fabrizio Paolini a 62. Certo, la legge è chiara: la nomina degli assessori è una prerogativa del Sindaco, in accordo con le forze politiche che lo sostengono. È tutto lecito. Ma è altrettanto innegabile che questa amministrazione, partorita dai coniugi Scoccia-Gerosolimo e da Fratelli D’Italia, nasce con un vulnus democratico evidente. La debolezza non è nelle singole persone, ma nel peso politico e rappresentativo che portano con sé.
E i problemi di Sulmona, nel frattempo, non si fermano. Anzi, si fanno sempre più pressanti. Basti pensare alla delicata questione dell’affidamento dei rifiuti a Cogesa e, in particolare, alla discussione sull’inceneritore. Un tema di vitale importanza per la salute, l’ambiente e il futuro di tutta la Valle Peligna. Ebbene, mentre la cittadinanza si mobilitava, la politica di maggioranza era assente. L’unico a esserci, a metterci la faccia, è stato Francesco D’Antuono, consigliere comunale forzista. Un segnale eloquente, che sottolinea ancora una volta la distanza tra l’amministrazione e i problemi concreti del territorio.
Mentre l’amministrazione, nei fatti, è ferma, i problemi di Sulmona non lo sono. Corrono, anzi. La politica, come sempre, li rincorre. E ora, con la sua guida è momentaneamente assente, l’inseguimento sembra ancora più affannoso e, purtroppo, senza una rotta ben definita. Sulmona ha bisogno di risposte. Ha bisogno di una giunta che lavori, che abbia la forza dei voti e la legittimità popolare per affrontare le sfide che ha davanti. Non può permettersi il lusso di aspettare. E il tempo, soprattutto quando si amministra, é denaro.

