L’Avvocato Uberto Di Pillo, avvocato con 32 anni di esperienza presso il Foro di Sulmona e già consigliere comunale a Pratola Peligna nel 1998, ha recentemente accettato la nomina a Presidente della SACA. In questa intervista, Di Pillo chiarisce le motivazioni dietro la sua decisione, risponde alle critiche e illustra i suoi piani per la società, con un focus su trasparenza e futuro del servizio idrico.
INTERVISTA AL NUOVO PRESIDENTE DELLA SACA S.P.A., AVVOCATO UBERTO DI PILLO
Avvocato Di Pillo, quali sono le ragioni che l’hanno spinta ad accettare la nomina a Presidente della SACA?
Ho accettato questo incarico come una sorta di mandato professionale. Non mi considero un politico, ma un professionista che ha a cuore il territorio in cui vive. Non si può sempre rifiutare un’opportunità di contribuire. Ho un forte senso di responsabilità verso la nostra comunità e desidero mettere la mia esperienza al servizio di questo ruolo, offrendo il mio contributo.
La sua parentela con l’ex consigliere regionale Andrea Gerosolimo ha suscitato alcune polemiche. Come risponde a chi definisce la sua nomina una scelta politica dettata dal cosiddetto “familismo amorale”?
Essere parente dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo non è un demerito. La mia nomina è avvenuta grazie alla fiducia di tutti i sindaci dell’assemblea SACA che mi hanno scelto e votato all’unanimità, con la sola eccezione di Corfinio, che era assente. Non tutti sono legati a me da logiche di “familismo”. I miei 32 anni di professione come avvocato parlano per me e la mia reputazione si basa sul mio lavoro, non sulle mie relazioni familiari.
Quanto è importante la trasparenza per l’avvocato Uberto Di Pillo?
La trasparenza per me è fondamentale, direi sacrosanta. La legge 241/1990 è una conquista di civiltà giuridica che garantisce il diritto di accesso agli atti. Il sito della SACA è costantemente aggiornato, compatibilmente con i tempi e il personale a disposizione. Ritengo però che un uso distorto o un abuso di questo diritto non sia costruttivo. I dati devono essere letti e valutati dal cittadino in modo obiettivo, senza interpretazioni faziose.
A proposito di trasparenza, il compenso mensile del Presidente SACA è di 1400 € e verrà deliberato dalla prossima assemblea dei soci.
Presidente, come intende affrontare la sfida della riforma del sistema idrico regionale e assicurare che la SACA possa rientrare tra i due enti che, secondo i piani, rimarranno attivi?
Non ho il potere di “salvare” la SACA, ma di salvaguardarla. Mi scuso per il gioco di parole. Il nostro obiettivo è presentarci all’appuntamento della fusione nel 2027 con una struttura solida e appetibile. Un esempio concreto è la valorizzazione dell’immobile di proprietà a Bagnaturo. Se in un tavolo di fusione societaria ci si presenta con un patrimonio immobiliare da mettere in gioco, si acquisisce un valore negoziale maggiore rispetto a una società che, non possedendo una sede, si basa solo su un contratto di affitto. Attualmente spendiamo 6.600 € al mese di affitto; investendo questa somma, potremmo acquisire un immobile di proprietà in pochi anni. Il mio mandato punta a valorizzare quel poco che SACA ha di proprietà per renderla più forte e attrattiva.
Quali azioni intende mettere in atto per contrastare la siccità e la carenza idrica che affliggono il Centro Abruzzo, spesso dovute a reti idriche obsolete?
Grazie ai fondi del PNRR, abbiamo avviato un investimento in digitalizzazione per individuare più rapidamente le perdite. Stiamo ottimizzando il monitoraggio delle reti, che in molti casi sono vetuste, con oltre 60 anni di vita. La SACA sta intervenendo per sostituire le condutture più obsolete, ma ammodernare l’intera rete richiederà tempo. Sarebbe bello poter risolvere tutto subito, ma è oggettivamente impossibile. A Pratola Peligna, per esempio, abbiamo già deliberato lavori per 230.000 € per il rifacimento delle reti idriche di via San Michele.
Per quanto riguarda la siccità, oltre agli interventi tecnici, è fondamentale promuovere un maggiore senso civico. Vogliamo lanciare campagne di sensibilizzazione. Inoltre, stiamo valutando l’implementazione di sistemi di razionamento su alcune fontane pubbliche, come pedaliere, per limitare lo spreco. Un’altra iniziativa importante è lo spostamento dei contatori all’esterno delle abitazioni private, per migliorare la registrazione dei consumi e contrastare gli usi impropri. Stiamo anche discutendo con i tecnici per migliorare le captazioni delle sorgenti, operando sempre nel rispetto assoluto dell’ambiente.
Durante la stagione sciistica 2023/2024 a Roccaraso, nonostante la quasi totale assenza di neve, la SACA ha fatturato ingenti quantità d’acqua per l’innevamento artificiale. L’acquisizione di questi dati è stata resa possibile solo grazie all’intervento pungolatorio della Casa Di Vetro. Non ritiene che un tale impiego di risorse idriche sia inappropriato, specialmente alla luce della carenza idrica e dei cambiamenti climatici in atto?
Da un punto di vista etico, è innegabile che l’uso di ingenti quantità d’acqua per scopi ludici, in un contesto di siccità e carenza idrica, possa apparire inappropriato e inaccettabile. Tuttavia, dal punto di vista giuridico e aziendale, la fornitura di acqua all’Alto Sangro è un obbligo contrattuale della SACA, finalizzato a servire l’utenza turistica e industriale della zona.
Naturalmente, in momenti di siccità, la priorità viene data agli usi non ludici. Ci stiamo attivamente impegnando per recuperare l’acqua depurata e destinarla all’innevamento artificiale. Parallelamente, è fondamentale che le stesse società di gestione degli impianti si attrezzino per recuperare l’acqua proveniente dallo scioglimento delle nevi, installando griglie e pompe di raccolta. Sebbene non sia un’operazione semplice, è un passo necessario su cui dobbiamo lavorare insieme per un futuro più sostenibile.

