Il muro di gomma dell’ASL1 è crollato: dopo mesi di assordante silenzio, L’Azienda Sanitaria Locale, sollecitata dal Difensore Civico, ha risposto in merito alla carenza di psicologi in Valle Peligna. Ma, ahinoi, le notizie non sono confortanti. La stessa ASL1 scrive nero su bianco che l’attuale organico non è sufficiente.
L’ASL1 ha richiesto l’ampliamento dell’organico dei psicologi/psicoterapeuti per ulteriori 8 unitÃ
Non stiamo parlando di piccole carenze, ma di un’emergenza conclamata, con soli 7 dirigenti psicologi assegnati all’Area Peligna e nell’Alto Sangro, di cui 3 a tempo determinato. La stabilizzazione di una sola dirigente psicologa a tempo indeterminato, in servizio presso il Presidio Ospedaliero di Sulmona, è una goccia nel mare. Non risolve il problema strutturale che l’ASL1 non nega: ha richiesto infatti l’ampliamento dei posti disponibili per ulteriori 8 unità , in aggiunta alle 15 già previste, riconoscendo così la non esaustività dell’attuale organico.

La risposta al Difensore Civico è arrivata solo dopo che l’organo di garanzia è stato costretto a sollecitare ben due volte, l’11 aprile e il 1° luglio 2025, proprio in seguito alla nostra richiesta di intervento generale. Ora che il silenzio è stato rotto e la verità è sotto gli occhi di tutti, non si può più ignorare l’evidenza: la salute mentale in Valle Peligna è in stato di emergenza. E l’ASL1, con le sue risposte a singhiozzo e le sue ammissioni, ci dice che ne è pienamente consapevole, pur non avendo ancora un piano risolutivo.
L’ASL1 afferma di essere in attesa di una risposta dagli organi regionali per l’ampliamento dei professionisti nel Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale 2025/2027. E intanto? I pazienti della Valle Peligna devono attendere chissà quanto e la salute mentale che diventa un lusso per pochi (in media una seduta costa 70 €)
È ora che i politici si facciano carico di questa situazione. L’appello lanciato in precedenza alle consigliere regionali Scoccia, La Porta e Rossi è più che mai attuale. Quali azioni concrete intendono intraprendere per risolvere questa drammatica carenza? La risposta dell’ASL1 ha messo a nudo un problema enorme e il silenzio politico non è più un’opzione. La palla, ora, è nelle loro mani.

