La Valle Peligna si trova ancora una volta sull’orlo di un baratro ambientale, stretta nella morsa del pericolo di agenti inquinanti. Il territorio sta facendo i conti con la presenze impattanti della Centrale Snam e del suo metanodotto (è sotto gli occhi di tutti e tutte quello che sta accadendo a Casa Pente di Sulmona) e della discarica Cogesa di Noce Mattei. Ora si spalancano le porte a un nuovo impianto inquietante: un inceneritore che promette di trasformare gli scarti plastici in energia, ma che rischia di trasformare la Valle in un’altra pagina nera di storia ambientale. L’azienda proponente è la Get Energy Prime Italia S.r.l. che sembra aver trovato la strada spianata grazie a un’inedita convergenza politica.
La Valle Peligna è la discarica di progetti di esperimenti e progetti opachi
Non un inceneritore “classico”, ma un impianto che utilizza la pirolisi, un processo che scalda i rifiuti senza ossigeno per produrre gas e olio da bruciare per l’energia. Un processo che, come sottolineato dal Forum H2O, finora si è rivelato “infruttuoso” e che, come ogni cosa, non fa sparire i rifiuti ma li trasforma in ceneri pesanti e, soprattutto, inquinanti che si disperdono nell’atmosfera.
La vicenda è triste e grave. L’ARAP, l’Azienda Regionale per le Attività Produttive, ha steso il tappeto rosso all’azienda in questione. Lo si evince dalla delibera del Consiglio di Amministrazione n. 199 del 26 maggio 2023 che autorizza la localizzazione e l’assegnazione del lotto di terreno alla Get Energy Prime Italia S.r.l. nell’agglomerato industriale di Sulmona. Il Consiglio di Amministrazione dell’ARAP, che ha approvato la delibera, è composto da Giuseppe Savini (Presidente), Maria Assunta Iommi e Gianni Cordisco (Membri). Lo stupore è dato dalla lettura, nella delibera ARAP, del nome della peligna Iommi, vicina al partito di Giorgia Meloni, che, in teoria, dovrebbe essere consapevole e a conoscenza della presenza di impianti già impattati in Valle Peligna.

Nel dettaglio, a svelare il tutto è la nota del Forum H2O, che lancia l’allarme sulla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) avviata dall’azienda. Il Forum denuncia una clamorosa richiesta di secretazione di ben 14 documenti, tra cui le analisi camini e il quadro riassuntivo delle emissioni. Un gesto non trasparente, perché di fatto impedisce ai cittadini di presentare osservazioni fondate e informate. È inaccettabile che in una procedura così delicata e fondamentale per la salute pubblica, l’azienda si nasconda dietro la scusa del “segreto industriale”.
L’allarme del Forum H2O, con l’ambientalista Augusto De Sanctis in prima linea, evidenzia che l’impianto, secondo il Comitato V.I.A. della Regione, rientra nella tipologia di “incenerimento di rifiuti urbani e speciali” e che tratterà 47.050 tonnellate di rifiuti all’anno.
E in questo quadro desolante, dove sono le voci dei nostri rappresentanti? Il silenzio assordante delle consigliere regionali di centrodestra Marianna Scoccia, Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta è una macchia indelebile. Il sindaco di centrodestra Luca Tirabassi, da quando ha iniziato la sua avventura amministrativa, sembra incline al gioco del silenzio. Una filiera di potere che, per il momento, sembra aver prodotto un’accelerazione dello spopolamento in una Valle già agonizzante. Sembra che anche la precedente amministrazione di Sulmona, guidata dall’ex sindaco di centrosinistra Gianfranco Di Piero, abbia steso il tappeto rosso per il progetto (approfondimento qui).
Insomma, a prescindere dal colore politico, l’inceneritore ha unito i/le rappresentanti appassionatamente. A questo punto una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto le promesse di tutelare il territorio? In un mondo che avanza verso l’energia rinnovabile e la sostenibilità , la Valle Peligna si ritrova a essere la discarica di esperimenti e di progetti opachi. I cittadini di Sulmona e della Valle Peligna devono alzare la voce e dire un “No” forte e chiaro. L’inceneritore non s’adda fare.

