Mentre i fasti dell’inaugurazione della piscina comunale di Prezza sono ancora freschi nella memoria, un’ombra lunga e decisamente meno rinfrescante si allunga sulle case dei prezzani. Già, perché mentre si magnificano i benefici di un tuffo ristoratore, pare che l’acqua nelle tubature domestiche sia diventata un lusso, un miraggio più che una risorsa.
A Prezza è possibile azionare la lavatrice?
Solo qualche settimana fa, abbiamo assistito al trionfo di una vasca da 400.000 €, finanziata con un mutuo ventennale e generosi contributi regionali. Un investimento che, ci era stato assicurato, avrebbe innalzato l’asticella della qualità della vita a Prezza, trasformandola in un’oasi di divertimento estivo. Peccato che, a quanto pare, l’asticella sia stata alzata solo per la piscina, lasciando in un limbo di sete le abitazioni dei cittadini.
La realtà, cruda e asciutta, è ben rappresentata dalle lamentele che circolano sui social media. Una residente, esasperata dalla situazione, ha recentemente scritto: “Ci risiamo SACA spa. Da ieri sera (e non è la prima volta ultimamente) a via Goriano Sicoli (Prezza) stiamo con un filo d’acqua ed il rischio di bruciare la lavastoviglie e la lavatrice… Possiamo avere una spiegazione plausibile? Posso mettere a fare la lavastoviglie di ieri sera? Sta aumentando il flusso? Posso mettere a fare la lavatrice? Grazie.”
Un’altra utente scrive: “non abbiamo neanche un filo d’acqua da ieri sera“. Un’altra persona riporta che aveva organizzato la vacanza a Prezza, ma è dovuta ripartire con la nipote per la mancanza di acqua.
Il Presidente della SACA SpA, l’Avvocato Uberto Di Pillo, raggiunto telefonicamente, dichiara: “I tecnici SACA e i responsabili del comune di Prezza sono intervenuti da ieri, il problema della carenza idrica non dipende da una disfunzione delle pompe, ma dall’allocazione impervia di alcune abitazioni“. Insomma, non si può affermare che il Presidente Di Pillo non stia tentando di trovare una soluzione ad una soluzione annosa ed eredità da precendenti gestioni.
Ecco, il paradosso è servito: 400.000 € per una piscina che trabocca, mentre nelle case si lotta con un “filo d’acqua” che mette a rischio gli elettrodomestici. Mentre l’Abruzzo intero si interroga sulla gestione delle risorse idriche e i fontanili mugugnano per la sete, Prezza ha deciso di dare priorità al “tuffo”.
Cosa importa se per lavarsi i denti si deve ricorrere all’acqua minerale? Cosa importa se, mentre la siccità morde le campagne abruzzesi e i nostri agricoltori pregano per una goccia di pioggia, Prezza ha deciso che la priorità numero uno era una vasca gigante piena d’acqua?
Il Difensore Civico Regionale continua a parlare di trasparenza e accesso agli atti, e il TGR della Rai Abruzzo ha evidenziato le contraddizioni della piscina nel suo servizio “Un tuffo del Difensore civico“. Ma a chi importa di carte e burocrazia quando si può nuotare in un oceano di debito e dubbia utilità, celebrando al contempo il proprio demiurgo?
Quindi, bagnanti coraggiosi e contribuenti pazienti, godetevi questa nuova oasi nel deserto. E se per caso doveste avere sete, non preoccupatevi. Potrete sempre chiedere un bicchiere d’acqua dalla piscina, ovviamente. Magari filtrata, si intende. Perché a Prezza, l’acqua per nuotare c’è, quella per vivere… beh, quella è un’altra storia.

