Oggi non apriamo una semplice finestra, ma spalanchiamo un portone sull’amara realtĂ della sanitĂ abruzzese. Una realtĂ che, purtroppo, sembra ignorare le esigenze delle cosiddette aree interne, preferendo tagli che sanno piĂ¹ di amputazioni che di oculate gestioni. E questa volta, i “ringraziamenti” potrebbero essere rivolti a chi, pur stando al potere, sembra aver voltato le spalle alla cittadinanza di Sulmona e del centro Abruzzo.
Nonostante la Valle Peligna vanti tre Consigliere regionali, l’ospedale di Sulmona verrĂ depotenziato sempre di piĂ¹
Parliamo della Deliberazione del Direttore Generale dell’ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila n. 1452 del 7 luglio 2025 avente ad oggetto le “Misure urgenti di contenimento della spesa esercizio 2025“. Un titolo che, quando si parla di salute pubblica, suona come una sirena d’allarme, non come una rassicurazione. Il bilancio 2024 dell’ASL 1 ha un buco, e la Regione, invece di cercare soluzioni strutturali, chiede un taglio del 2%. E dove si taglia? Tra le varie manovre contabili, spunta una voce che ci fa letteralmente rizzare i capelli. Alla voce “Dipartimento Emergenza Accettazione”, per la “U.O.C Anestesia, Rianimazione, Terapia del Dolore e Cure Palliative Ospedali Sulmona Castel di Sangro”, si legge testualmente: “Riduzione da 8 a 4 posti di Terapia Intensiva con conseguente consistente riduzione delle spese correnti“.

Avete capito bene? Da otto a quattro. Non stiamo parlando di letti in un reparto di degenza generica, ma di Terapia Intensiva. Quei letti che significano la differenza tra la vita e la morte in situazioni critiche. Quei luoghi dove la lotta è contro il tempo e la malattia, dove la tecnologia è all’avanguardia e il personale medico e infermieristico è altamente specializzato. Mezzi posti letto, per dirla senza tanti giri di parole, perchĂ© la vita, evidentemente, si puĂ² dimezzare.
Magari il centrodestra regionale guidato da Marsilio ha inventato la medicina preventiva talmente efficace da rendere superflui i posti letto piĂ¹ cruciali. L’ironia, purtroppo, non basta a nascondere l’amara realtĂ . Mentre si discutono le “manovre” per la “razionalizzazione del costo del personale”, la “riduzione del personale in somministrazione” o l'”internalizzazione di servizi socio-sanitari”, ci si ritrova con un taglio netto proprio lì dove non ti aspetteresti mai di vederlo: nell’emergenza, nel salvavita.
Ci viene assicurato che dal provvedimento “non derivano oneri a carico del Bilancio Aziendale“. Certo, perchĂ© tagliare posti letto, evidentemente, non è un costo, ma un risparmio. Un risparmio che, ci chiediamo, quanto costerĂ in termini di salute e sicurezza per i cittadini di Sulmona e Castel di Sangro? Quattro speranze in meno per chi si trova in una condizione di estrema fragilitĂ .
E qui viene il bello (o il brutto). Nella Valle Peligna abbiamo ben tre Consigliere regionali di centrodestra: Maria Assunta Rossi (Fratelli D’Italia), Antonietta La Porta (Forza Italia) e Marianna Scoccia (Noi Moderati). Tre rappresentanti che dovrebbero, in teoria, difendere gli interessi del nostro territorio. Eppure, di fronte a un atto amministrativo che depaupera servizi sanitari essenziali, non hanno levato scudi in difesa della sanitĂ pubblica.
Ci si chiede se questo silenzio sia frutto di un timore reverenziale. Forse le Consigliere Rossi e La Porta, essendo entrate in Consiglio in surroga, temono che il Presidente Marsilio possa, in un modo o nell’altro, “sbatterle fuori” per rimettere in gioco gli Assessori Mario Quaglieri e Roberto Santangelo? Ma la salute dei cittadini vale forse meno di un posto in Consiglio regionale?
Mentre attendiamo che la “nuova direzione strategica aziendale” stabilisca le modalitĂ di assunzione per la sostituzione del personale che andrĂ in quiescenza, e mentre si prevedono incassi da “sponsorizzazioni”, i cittadini di Sulmona e Castel di Sangro si ritrovano con un servizio essenziale dimezzato.
Cari amministratori e, soprattutto, cari consiglieri regionali che avete giurato di tutelare il nostro territorio: la sanitĂ non è un’azienda come le altre. Qui, i “tagli” possono avere conseguenze che vanno ben oltre un numero sul bilancio. La salute non è un costo, ma un diritto. E un letto in Terapia Intensiva puĂ² fare la differenza. E se, in futuro, mancherĂ , ora saprete chi ringraziare.

