Il Comune di Scanno, con la determina n. 128 del 28 maggio 2025, ha deciso di spendere oltre 50.000 € (31.476 € IVA inclusa per la Fase 1, e 19.750 € più IVA per la Fase 2) per un “Progetto di valorizzazione e promozione del territorio”. L’incarico è stato affidato, tramite trattativa diretta su MePA, alla società trentina “THE OUTDOOR PROJECT SRL“. Una mossa che, purtroppo, sa più di fumo negli occhi che di strategia a lungo termine per un territorio che si spopola.
Scanno: fumo negli occhi o futuro concreto?
Scanno è una “destinazione turistica di rilievo“, certo, e la determina si affretta a specificare che tra gli obiettivi c’è la “promozione del territorio”. Il progetto prevede analisi, piani di sviluppo e posizionamento strategico per il turismo outdoor. Tutto molto bello sulla carta, ma quanto serve realmente a chi in questi paesi ci vive o vorrebbe viverci?
La scelta di affidare un incarico così significativo, tramite trattativa diretta, a una società trentina solleva perplessità. L’Abruzzo e il Trentino sono realtà territoriali profondamente diverse, con peculiarità e contesti socio-economici incomparabili. Tentare di mutuare pedissequamente modelli turistici sviluppati in contesti alpini e ad alta vocazione turistica, come il Trentino, rischia di essere una mossa miope e potenzialmente dannosa per l’Abruzzo.
Questa decisione appare più come una scelta politica dettata dalla volontà di emulare un modello di successo, piuttosto che una strategia ponderata sulle reali esigenze del territorio scannese. Bisogna essere estremamente cauti nel non replicare le pratiche negative dell’overtourism, che in altre regioni ha portato alla mercificazione del paesaggio e alla trasformazione delle montagne in villaggi turistici accessibili tramite infrastrutture impattanti, come funivie, a discapito della conservazione ambientale e della qualità della vita dei residenti.
La verità è che spendere decine di migliaia di euro in “mere operazioni turistiche” è un palliativo, non una cura. Per arginare lo spopolamento, i Comuni come Scanno dovrebbero smetterla di inseguire il turismo mordi-e-fuggi e iniziare a investire sui servizi pubblici essenziali che attraggano nuovi residenti.
Stiamo parlando di sanità (servizi medici accessibili, medici di base, presidi efficienti), scuole che funzionano (con un’offerta formativa di qualità, per non costringere le famiglie a fuggire altrove appena i figli crescono), trasporti efficienti e gratuiti per i residenti (come si pensa che la gente possa vivere e lavorare qui senza muoversi con dignità), connettività (il lavoro da remoto e la vita moderna dipendono da questo), servizi per le famiglie (asili nido e strutture per l’infanzia).
La determina parla di un progetto che delineerà “le linee guida per lo sviluppo e la governance del prodotto outdoor”. Benissimo, ma Scanno, come tanti altri comuni italiani, deve scegliere: continuare a spendere in fumo per qualche foto da catalogo e seguire modelli importati che rischiano di snaturare l’identità locale o iniziare a investire in ciò che rende un luogo vivibile e desiderabile per chi vuole costruirci una vita. La scommessa è sui residenti, non solo sui visitatori.

