La campagna elettorale per la scelta del nuovo sindaco di Sulmona si avvia alla conclusione, lasciando la cittadinanza di fronte a una decisione cruciale: affidarsi alla consolidata “filiera istituzionale” del centrodestra o abbracciare la visione partecipativa e trasparente proposta da Angelo Figorilli e la sua coalizione di centrosinistra.
Sulmona tra potere e sogno
Il centrodestra, guidato da Luca Tirabassi, si presenta come l’erede di una lunga tradizione politica, sostenuta da una rete di alleanze regionali e nazionali. Tuttavia, questa continuità solleva interrogativi, soprattutto alla luce delle recenti criticità emerse nella gestione della società partecipata Cogesa. Non a caso, durante il confronto politico tra i quattro candidati sindaci, organizzato dal giornale IlGerme, l’Avvocato Tirabassi è stato criticato duramente dal pubblico presente al Cinema Pacifico.
La Corte dei Conti ha evidenziato un presunto danno erariale nella gestione di Cogesa, tra cui l’assenza di un effettivo controllo da parte dei Comuni soci e la mancanza di trasparenza nelle procedure decisionali (approfondimento qui) Queste problematiche hanno portato a una crisi finanziaria della Societa partecipata.
Inoltre, la gestione delle infrastrutture idriche, come evidenziato nel caso delle tubature colabrodo a Prezza, ha mostrato le carenze dell’amministrazione nel garantire servizi essenziali ai cittadini (approfondimento qui).
Non solo, il candidato sindaco del centrodestra ovidiano non ha avuto il coraggio di bandire, come domandato dalla Casa Di Vetro, l’aspirante consigliere comunale Lorenzo Presutti, coordinatore dei giovani di Forza Italia Sulmona, nonostante le sue dichiarazioni, reazionarie e offensive della Resistenza e dei valori costituzionali in essa insisti (approfondimento qui).

Il motto di cui si è servito di più Tirabassi è, in sintesi, “Sulmona necessita di 5 anni di governo, di continuità “.
Dall’altra parte, il centrosinistra ha intrapreso un percorso coraggioso, segnando una netta discontinuità rispetto al passato. Dopo la caduta del sindaco Gianfranco Di Piero, espressione di una tradizione politica democristiana, la coalizione ha scelto di voltare pagina, optando per una figura che rappresentasse una sinistra autentica e rinnovata.
La scelta è ricaduta su Angelo Figorilli, ex giornalista RAI con una lunga esperienza internazionale, noto per il suo impegno civile e la sua attenzione alle tematiche sociali. Ha avvicinato Sulmona al mondo, puntando la lente di ingrandimento sul genocidio in atto in Palestina. Ha posto l’attenzione sui danni ambientali della discarica Cogesa. La sua candidatura è stata il frutto di un accordo tra diverse forze politiche, tra cui Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Sinistra Italiana e liste civiche, che hanno deciso di unire le proprie energie per costruire un’alternativa credibile e partecipata.
Angelo Figorilli propone una visione innovativa basata sulla partecipazione attiva dei cittadini e sulla trasparenza amministrativa. L’ex Giornalista non ha il timore di prendere di petto la trasparenza e tutte le conseguenze ad essa collegate. Il candidato di centrosinistra ha in mente di allestire il comune come una vera e propria casa di vetro, andando anche oltre la normativa del Freedom Of Information Act .
Lo slogan più utilizzato da Figorilli è, in sostanza, “per Sulmona è vitale uscire dalle montagne della Valle Peligna“.
La cittadinanza di Sulmona è chiamata a scegliere tra due visioni contrapposte: da un lato, la continuità rappresentata dal centrodestra e dalla sua rete di alleanze; dall’altro, il cambiamento proposto da Figorilli, basato sulla partecipazione, la trasparenza e l’equità . In un contesto segnato da crisi economiche e gestioni opache, la scelta del nuovo sindaco rappresenta un’opportunità per ridefinire il futuro della città . L’importante è che il voto sia libero, consapevole e orientato al bene comune, al di là di logiche di potere, favoritismi e amichettismo. La decisione spetta ora alla comunità .

