A Sulmona, in vista delle elezioni comunali del 25 e 26 maggio 2025, il centrodestra ha messo in scena una parata di BIG nazionali per sostenere il candidato sindaco Luca Tirabassi. Una mobilitazione che, per molti cittadini, appare più come un’operazione elettorale che un reale interesse per la città. Infatti, durante il resto dell’anno, la presenza di questi politici a Sulmona è pressoché inesistente, lasciando la Città alle prese con le sue problematiche senza un’adeguata attenzione da parte dei vertici nazionali.
Sulmona: città di “Parenti serpenti” o parenti al comando?
Pare che la Città natia del poeta Ovidio sia diventata, all’improvviso, l’ombelico del centrodestra. Tutte le BIG (rigorosamente in maiuscolo) hanno deciso di fare tappa qui. Un pellegrinaggio elettorale in piena regola: strette di mano, sorrisi da selfie, promesse riciclate. Insomma, classico e antipatico modus operandi che si tira fuori ogni cinque anni, giusto per ricordare agli elettori che esistono.
Peccato che, nei mesi (anni?) precedenti, di Sulmona se ne siano ricordati solo per i suoi confetti. Ma ora eccole qua, le stelle del firmamento meloniano, scese dalle poltrone romane per benedire con la loro aura il popolo peligno. E che dire dell’arrivo di Arianna Meloni, la sorella della premier? Un caso, ovviamente. nessun favoritismo. Tutto regolare. È stata messa a capo di Fratelli d’Italia per il suo straordinario curriculum, mica perché condivide il DNA con Giorgia. Che maligni questi pensieri intrusivi. E poi, come non citare la Consigliera Regionale Maria Assunta Rossi, simbolo di quel centrodestra che crede nella famiglia. Moli fermo qui, altrimenti la Rossi continua a confondere la trasparenza amministrativa (sono pagati con soldi pubblici) con gli attacchi personali.
In altre parole, altro che “città di Parenti Serpenti”: Sulmona è ormai la città dei *Parenti al Comando*. Un esempio virtuoso di nepotismo di qualità, il Made in Italy applicato alla politica.
E come ciliegina sulla torta, la visita di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, recentemente condannato a otto mesi di reclusione e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Cospito . Un vero campione di moralità e legalità, l’uomo giusto per
E parlando di trasparenza e meritocrazia, come non menzionare il recente caso dell’assunzione del consigliere regionale Vincenzo D’Incecco? Il Comune di Raiano, in risposta alle polemiche, ha ribadito che tutto è avvenuto nel rispetto del regolamento. Perché, si sa, la trasparenza è importante, ma solo quando non disturba l’ordine costituito.
E nel frattempo la città? I problemi sono sempre lì: sanità al collasso, giovani in fuga, infrastrutture da anni Ottanta, e una biblioteca “monca”. Ma vuoi mettere il prestigio di una visita elettorale?

Il tutto, ovviamente, condito dalla consueta liturgia dell’“abbiamo a cuore questo territorio”, “è una città strategica” e “ci torneremo presto”. Certo, ci torneranno. Magari con lo stesso entusiasmo con cui si va dal dentista. Una cosa è certa: anche se ci dimenticheranno il giorno dopo le elezioni, almeno per qualche ora ci siamo sentiti importanti. O perlomeno, parte del copione.

