È passato ormai tanto, troppo, tempo che da quando un masso delle dimensioni di un veicolo Ape 50 ha deciso di fare da padrone sulla strada che collega Frattura di Scanno a Frattura Vecchia. Quel grosso sasso, caduto senza preavviso dal costone sovrastante, non rappresenta soltanto un ingombro fisico: è il simbolo della trascuratezza con cui l’Amministrazione comunale tratta una frazione viva e pulsante. Insomma, quel masso, lì al centro della carreggiata, grida vendetta per un territorio lasciato a se stesso.
Frattura di Scanno ostaggio del masso, dell’erba e dell’indifferenza amministrativa
Ma non è l’unico segno tangibile di abbandono. Chi arriva a Frattura oggi non trova nemmeno più l’insegna d’ingresso al paese, segno di un’identità che si sfalda. Le scalinate che portano al centro storico sono invase dall’erba selvatica, con ciuffi di sterpaglia che crescono fra una scala e l’altra.

Frattura non è un paese fantasma dove ogni forma di vita è spenta: al contrario, è un luogo ricco di iniziative culturali, sociali e turistiche. Nei fine settimana, i cammini escursionistici attirano appassionati da ogni parte d’Italia. La riscoperta, e la conseguente sponsorizzazione, di prodotti tipici è uno dei diversi momenti in cui la comunità dimostra tutta la propria energia e il desiderio di ripopolare nuovamente Frattura. Eppure, paradossalmente, proprio questa vitalità viene strozzata da una politica degli “interventi spot” privi di una visione di insieme e non affronta ad esempio il problema viabilità di petto una volta per tutte.
Lo chef scannese Angelo Di Masso, ospite dell’evento “Un fagiolo per crescere” organizzato dall’Associazione De Rerum Natura, ha sottolineato con forza l’assurdità di questa trascuratezza: “È avvilente constatare che il paese di Frattura non sia attenzionato dalle amministrazioni locali di ogni tipo, il Paese del fagiolo bianco non ha una insegna all’ingresso che indichi questo prodotto di eccellenza mondiale“.

La cittadinanza fratture è stanca dei soliti annunci trionfalistici sul futuro del loro Paese, hanno imparato a non fidarsi più delle promesse politiche, sanno bene che, dietro le lodevoli intenzioni, manca un concreto impegno economico e operativo. Il risultato è devastante: non solo la viabilità è compromessa, ma anche la fiducia negli enti locali si erode ogni giorno di più.
Turisti, attuali e potenziali nuovi residenti, una volta rapiti dalle meraviglie naturalistiche e dall’ospitalità locale, si scontrano con la realtà di una strada interrotta, di scalinate impraticabili e del cartello d’ingresso mancante. Se davvero si vuole salvare Frattura è vitale incentivare nuovi insediamenti, radicare le attività economiche e culturali, valorizzare il turismo sostenibile.
Non solo, c’è la necessità di un piano di manutenzione programmata dei versanti, l’installazione di reti paramassi dove necessario, regolare pulizia, un monitoraggio geologico continuo e coinvolgimento diretto della popolazione nelle scelte.
Fino ad allora, ogni volta che qualcuno percorrerà quel tratto di strada interrotta o salirà gradino dopo gradino fra ciuffi d’erba, penserà a come un’amministrazione “distratta” non valorizzare adeguatamente un luogo che, al contrario, meriterebbe cure, attenzioni e, soprattutto, rispetto. È ora che il Comune di Scanno agisca, batta un colpo prima che un nuovo masso metta definitivamente a tacere le speranze di rinascita di Frattura.

