Il presidente del Consorzio di Bonifica Aterno-Sagittario, Maurizio Monaco, ha accolto le richieste dei sindaci peligni e proporrà al prossimo consiglio l’annullamento della cosiddetta tassa idraulica. La nuova imposta varata dal Consorzio di Bonifica Bacino Aterno-Sagittario, ribattezzata cinicamente “tassa sulle grondaie”, rappresenta l’ennesimo schiaffo alla Valle Peligna: un contributo obbligatorio che grava esclusivamente sugli immobili urbani, già gravati dai canoni Saca per la pulizia delle grondaie, mentre in altri Comuni confinanti resterà una voce sconosciuta nelle bollette.
Tassa sulle grondaie: l’ennesima beffa della destra che finge di essere amica del territorio
Avvolgiamo il nastro di questa brutta storia politico-tributaria. Non si capisce quale beneficio reale possa vantare questo balzello: non aumenta la sicurezza idraulica, non migliora la manutenzione e scarica sui privati le inefficienze di un ente da anni controllato da maggioranze espressione destrociviche. È inaccettabile che un tributo sia introdotto senza alcuna copertura di servizi aggiuntivi, in palese contrasto con il principio secondo cui “il tributo deve corrispondere a un beneficio effettivo” sancito dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 9/2000).
Da qui ci si aspetterebbe almeno un fronte di opposizione locale, invece, Marianna Scoccia (Civica di Noi Moderati), sindaca di Prezza e vicepresidente del Consiglio regionale, ha scelto di limitarsi a un generico “chiederò la revisione” e a un invito al confronto formale, senza mai alzare la voce contro il provvedimento in sede consortile: nessuna protesta in aula, nessuna mobilitazione sul territorio, nessun ricorso immediato. La sua reticenza tradisce la Valle Peligna, piegata alla logica degli equilibri di maggioranza.
Non finisce qui. Lo spettro di un silenzio complice della Consigliera regionale Maria Assunta Rossi (Fratelli d’Italia): la consigliera regionale ha parlato di “confronto immediato” e “trasparenza” ma, di fatto, non ha promosso alcuna iniziativa volta a bloccare o almeno sospendere la delibera consortile.

È tempo che i consiglieri regionali della Valle Peligna sfuggano alla logica dei comunicati stampa di facciata e passino ai fatti: ricorsi al TAR, richieste di commissariamento del Consorzio, mozioni in Consiglio regionale per l’annullamento del regolamento. Gli abitanti non sono cavie e non meritano di pagare per rimediare a una gestione scellerata.
La “tassa sulle grondaie” non è un incidente di percorso: è il simbolo di una destra regionale che preferisce colpire i cittadini invece di riformare un ente che nel tempo ha accumulato debiti. Scoccia e Rossi, tra un selfie istituzionale e l’altro, continuano a dimostrare che, quando si tratta di difendere concretamente il territorio, la loro agenda politica finisce sempre per coincidere con quella degli alleati politici. È ora di dire basta.
Eppure, in questa farsa istituzionale, la vera vittoria è stata dei cittadini che si sono ribellati con determinazione: merito soprattutto della campagna di sensibilizzazione promossa dal candidato sindaco del centrosinistra Figorilli. La vittoria non è di chi nel tempo ha nominato commissario e CDA del Consorzio, ma dei cittadini attivi.

