Vi siete mai chiesti che cosa succede quando chi gestisce le spese idrauliche decide che la vostra bolletta ha bisogno di un po’ più di “brio”? Il Consorzio di Bonifica Bacino Aterno-Sagittario ha trovato la risposta: trasformare la gestione degli invasi e del reticolo idrico in un pozzo senza fondo, con un “contributo di gestione idrica” che arriva puntuale in bolletta per i proprietari degli immobili sia agricoli che extra agricoli rientranti nel perimetro di contribuenza, quindi anche per le case lontane anni luce da un canale di scolo.
Il “Contributo di gestione idrica” is the new (è il nuovo) IMU
Non servono particolari doti di illusionista per far sparire il principio costituzionale del beneficio concreto, quello su cui la Corte Costituzionale ha già messo il suo veto: basta applicare un nome altisonante al tributo e via con i 15 € in più. La cittadinanza si ritrova a finanziare opere che, se mai esistono, rimangono celate dietro una cortina di scartoffie.
A Pettorano sul Gizio il sindaco non ha potuto fare a meno di notare la somiglianza con l’IMU: stesso rituale, stessa sorpresa in bolletta. A Pratola Peligna, il PD ha definito il contributo un balzello ingiustificabile, puntando il dito contro la totale assenza di trasparenza sugli interventi e sui risultati ottenuti.
E al Consorzio? Beh, si brinda alla grande abbuffata di introiti facili, mentre i contribuenti restano a chiedersi quando, se mai, vedranno un beneficio reale.
Morale della favola: se vi dicono che è per salvaguardare il territorio, preparatevi a pagare. Perché quando si tratta di tappare buchi di bilancio, la soluzione più rapida è svuotare i portafogli di chi quel territorio lo vive ogni giorno.

